La sicurezza sanitaria globale richiede infrastrutture mediche in ogni paese!

La Commissione europea e il governo italiano, quest’ultimo nella veste di attuale presidente del G20, hanno ospitato un vertice globale online sulla salute il 21 maggio a Roma, che si è concluso con una Dichiarazione di principi “per guidare la futura cooperazione nella prevenzione e nella risposta alle crisi sanitarie globali”, mettendo a frutto le lezioni apprese finora dalla pandemia di COVID-19.
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi sono notoriamente contrari al tipo di collaborazione e mobilitazione internazionale tra gli stati che sono effettivamente necessari per garantire la sicurezza sanitaria mondiale, ma si spera che la partecipazione dei rappresentanti di altri paesi membri del G20 e di numerose organizzazioni internazionali li costringerà a intraprendere azioni serie.
In questo contesto, il 14 maggio il Comitato per la Coincidenza degli Opposti dello Schiller Institute ha rilasciato una dichiarazione indirizzata ai partecipanti al vertice e per il pubblico in generale, delineando le misure che devono essere prese a livello mondiale. “L’unico modo per fermare la prolungata pandemia di COVID-19 è formulare una diversa soluzione”, inizia la dichiarazione. “Ogni Paese deve disporre di sistemi sanitari moderni. Questo significa infrastrutture per la salute pubblica e per la fornitura di cure mediche a standard moderni, a tutte le popolazioni”.
Di fronte alle nuove varianti della SARS-CoV-2, più aggressive, che si stanno manifestando, la dichiarazione nota, “stiamo correndo contro il tempo”. Per sconfiggere la pandemia “è necessaria la cooperazione di tutte le principali nazioni industrializzate”.
La dichiarazione del CCO continua: “La sicurezza sanitaria è possibile solo con la fornitura ovunque di sufficienti infrastrutture sanitarie pubbliche ed assistenza sanitaria. Questo, a sua volta, dipende direttamente dall’aumento del consumo di acqua, energia e cibo che è associato alla creazione di una capacità industriale, così come dalla fornitura di trasporti adeguati, alloggi e altri elementi di base. Ne consegue la necessità di una maggiore collaborazione tra le nazioni per affrontare questi compiti deliberando su come fornire credito, ponendo fine ad un sistema finanziario instabile ed ingiusto. Le linee guida per un nuovo paradigma di sviluppo economico sono state presentate in un rapporto intitolato The LaRouche Plan To Reopen the U.S. Economy: The World Needs 1.5 Billion New, Productive Jobs.

Il Comitato prosegue dettagliando le misure che il Vertice Globale sulla Salute viene esortato ad adottare (https://schillerinstitute.com/wp-content/uploads/2021/05/20210515-global-health-system.pdf). (Nella foto Joycelyn Elders, ex ministro della Sanità americano, e leader del CCO). Pubblichiamo di seguito la traduzione italiana della proposta del CCO:

La sicurezza sanitaria globale è assicurata soltanto da infrastrutture mediche in tutti i Paesi
I principali Paesi industrializzati devono collaborare immediatamente!

15 maggio 2021 – La seguente dichiarazione del “Comitato per la Coincidenza degli Opposti” è stata resa pubblica oggi, per essere trasmessa al Vertice Globale sulla Sanità che si è tenuto a Roma il 21 maggio 2021 e per una contemporanea diffusione universale.

L’unico modo per fermare la prolungata pandemia di COVID-19 è formulare una soluzione diversa. Ogni Paese deve disporre di sistemi sanitari moderni. Questo significa infrastrutture per la salute pubblica e per la fornitura di cure mediche a standard moderni, a tutte le popolazioni. Un modello per questo approccio è quello della legge statunitense Hill-Burton Act (“Atto del 1946 per la sovraintendenza e la costruzione degli ospedali”) il cui principio fondamentale era quello di avere 4,5 letti d’ospedale per migliaio di abitanti da rispettare ovunque nel territorio nazionale, a mezzo di costruzioni di ospedali, di dotazioni strumentali e di personale qualificato.

Valutiamo la nostra capacità di rispettare oggi una simile norma. La costruzione in dodici giorni dell’ospedale con mille letti di Houshenshan, a Wuhan, nel 2020, e la costruzione da parte del genio militare statunitense di molti ospedali da campo in questa primavera indicano ciò che può e deve essere fatto, simultaneamente, in tutto il mondo.

Tutte le nazioni devono cooperare per raggiungere questo obiettivo, scartando tensioni e conflitti.

Di fronte alle nuove varianti del SARS-CoV-2, più aggressive e contagiose, “capaci di sfuggire parzialmente agli anticorpi e dunque tali da evocare lo spettro di una possibile riduzione dell’efficacia vaccinale”, si legge sul rapporto del dott. Dan Barouch, un immunologo della Scuola di Medicina dell’Università di Harvard che ha collaborato allo sviluppo del vaccino della società Johnson & Johnson, dobbiamo dedurre che è una corsa contro il tempo.

Da questo punto di vista, la nostra risposta alla pandemia è una questione di carattere esistenziale per la specie umana. È necessaria la cooperazione di tutte le principali nazioni industrializzate. È essenziale dare corpo a un nuovo paradigma di coordinamento tra gli Stati Uniti d’America, la Cina e la Russia, e altre nazioni.

È con questo spirito si costituì nel giugno del 2020 il “Comitato per la Coincidenza tra gli Opposti”, che dia il via a tale collaborazione internazionale di larga scala, in risposta alla crisi. Cofondato da Helga Zepp-LaRouche, fondatrice e presidente dello Schiller Institute, e dalla dott.ssa Joycelyn Elders, ex Ministro della Sanità per gli Stati Uniti d’America, il Comitato agisce nel rispetto del principio della coincidentia oppositorum enunciato da Niccolò Cusano (1401-1464) in concordanza con il perseguimento del Bene Comune. Il Comitato scoraggia e deplora lo svilimento delle energie nella formazione di sottogruppi e fazioni in contrasto gli uni con gli altri.

Il Comitato ha al momento due progetti di attiva adozione del principio ispiratore, con lo scopo di promuovere azioni governative e istituzionali. Un progetto riguarda giovani dirigenti politici di Ward 8, a Washington, impegnati nel raggiungimento della copertura vaccinale contro il Covid-19 e nell’innesco di misure sanitarie pubbliche a vantaggio delle persone più povere.  Grazie a questa collaborazione il Mozambico riceverà presto una fornitura di materiali sanitarî e agroalimentari, per fare il punto sull’interconnessione tra interventi d’emergenza e misure sistemiche di sviluppo generale e sulla sua urgenza in ogni luogo del pianeta in cui siano presenti situazioni di bisogno.

La sicurezza sanitaria è possibile solo con la fornitura ovunque di sufficienti infrastrutture sanitarie pubbliche ed assistenza sanitaria. Questo, a sua volta, dipende direttamente dall’aumento del consumo di acqua, energia e cibo che è associato alla creazione di una capacità industriale, così come dalla fornitura di trasporti adeguati, alloggi e altri elementi di base. Ne consegue la necessità di una maggiore collaborazione tra le nazioni per affrontare questi compiti deliberando su come fornire credito, ponendo fine ad un sistema finanziario instabile ed ingiusto. Le linee guida per un nuovo paradigma di sviluppo economico sono state presentate in un rapporto intitolato “The LaRouche Plan To Reopen the U.S. Economy: The World Needs 1.5 Billion New, Productive Jobs”.

Infrastrutture sanitarie globali

La sicurezza sanitaria richiede sommariamente:

Sistemi di assistenza ospedaliera. Ancora manca, a livello mondiale, un numero adeguato di letti di degenza. I 18,6 milioni di posti al momento disponibili nel mondo devono essere quasi raddoppiati, raggiungendo la somma di circa 35 milioni, assieme alle attrezzature sanitarie e al personale medico e sanitario. Questo è il risultato di un calcolo a partire dal parametro indicato nell’Hill-Burton Act emanato nell’immediato dopoguerra (4,5 letti per mille abitanti), in funzione dei trattamenti di routine e di emergenza. Dopo aver approssimato quel rapporto, intorno agli anni Ottanta gli Stati Uniti cominciarono, per via delle privatizzazioni e della deregolamentazione sanitaria, a ridurre i posti di degenza fino a raggiungere il rapporto attuale di 2,8 posti per mille abitanti. Il parametro in discussione si aggira intorno allo 0,7 per mille abitanti nelle nazioni della categoria “Paesi poveri ad alto indebitamento”. Nell’Asia Meridionale, per esempio. In Nigeria, il Paese che conta per un quinto della popolazione africana sub-sahariana, il rapporto si attesta a mezzo letto per mille abitanti.
È necessaria una mobilitazione generale per costruire ospedali del tenore di quelli militari, localizzati in maniera strategica, in connessione alle campagne di vaccinazione e, al contempo, al lancio di un’edilizia di lungo periodo di ospedali. Il Ghana, per esempio, ha un piano nazionale per ospedali da cento letti ciascuno. Approssimativamente il mondo necessita di 35mila nuovi ospedali, da situare essenzialmente in Africa, America Latina e Asia.

Corpi di intervento sanitario.

Sono necessarie a livello mondiale schiere di medici, infermieri, esperti sanitarî, tecnici, farmacisti, veterinari, dietisti, amministratori, ecc. Le necessità indicate implicano uno spettro di azioni, dall’addestramento di personale, alla formazione in strutture ospedaliere, alla formazione della gioventù per un insostituibile servizio rivolto alle loro comunità, prendendo spunto dalla pandemia.

Acqua potabile e sistemi fognari.

I consumi d’acqua di un ospedale moderno sono intorno ai 450 litri al giorno. Oltre due miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile o alla gestione delle acque reflue, o a entrambe. L’impiego di impianti di sanificazione producibili e distribuibili in massa può mettere una pezza, ma parallelamente devono essere assicurati i miglioramenti infrastrutturali sistemici e di lungo periodo. La costruzione, per esempio, di reti idriche di larga scala, comprendenti opere sui bacini fluviali africani e dell’America Latina e impianti di dissalazione a energia nucleare delle acque rivierasche risponderà in maniera definitiva agli eventi estremi delle inondazioni e delle carestie, implicando l’occupazione qualificata di milioni di lavoratori.

Elettricità.

Le cure mediche moderne, incluse le campagne vaccinali, non sono possibili senza un’ampia disponibilità di elettricità, la quale è naturalmente essenziale anche nella conduzione degli ospedali, che mediamente consumano 19 GWh all’anno per tutti i tipici usi (diagnosi, conservazione dei dati, catene del freddo, forniture di gas sanitarî, ventilazione, illuminazione, cucina, condizionamento, ecc.)

Scienza e tecnologia.

E’ urgente un’espansione della ricerca fondamentale e delle tecnologie applicative contro la malattie, anche degli altri esseri viventi. 

Ciò è conseguibile nella forma di collaborazioni tra gli istituti di ricerca e sviluppo di tutto il mondo. È necessario rendere più profonda la nostra comprensione dei virus, in maniera che nel prossimo futuro possiamo rispondere meglio a ogni diffusione di nuove specie. L’auspicata collaborazione nelle vaccinazioni e nei trattamenti antivirali di massa è, nell’immediatezza, essenziale per salvare vite umane.


Salute nell’alimentazione.


David Beasley, direttore esecutivo del Programma Alimentare Mondiale riferiva il 7 maggio che nello scorso anno sono morte di carestia nove milioni di persone, ovvero molte più persone dei 3,24 milioni di deceduti per via del Covid-19. “Il cibo è il miglior vaccino contro il caos”, aveva affermato all’inizio della pandemia. Secondo il PAM è urgente la fornitura di soccorsi alimentari aggiuntivi per un valore di cinque miliardi di dollari. Oltre 270 milioni di esseri umani hanno bisogno immediato di cibo, mentre altri 600 milioni sopravvivono nell’incertezza alimentare. Dieci nazioni soffrono di carestie, guidate da Repubblica Democratica del Congo, Yemen, Siria e Haiti. Sono altresì necessarî dei sostegni all’agricoltura familiare indipendente in molte delle più produttive regioni agricole europee, nordamericane, australiane e sudamericane, poiché il loro contributo equivale ad un sostegno vitale, ma sono stritolate dalle multinazionali alimentari. In Africa e in altre regioni del mondo, d’altra parte, deve essere sviluppata rapidamente una agricoltura moderna. Il tutto ha lo scopo di raddoppiare la produzione di cibo e di assicurare una sufficiente e sana alimentazione per tutti.
Il Vertice sulla Salute Globale si è tenuto in un momento di una crisi di dimensioni bibliche. Questo vertice non deve concludersi senza una decisione di rilancio della cooperazione internazionale mondiale al fine di produrre un dirompente progresso dei sistemi sanitarî nazionali in tutto il pianeta e delle infrastrutture necessarie a sostenerli.