La ricostruzione della Siria è pronta a partire, dal nostro corrispondente

Le vittorie delle Forze Armate Siriane contro l’ISIS e la riconquista di quasi tutto il territorio nazionale hanno motivato la spinta per la ricostruzione economica del Paese. Così, dopo cinque anni di interruzione dovuta alla guerra, la Fiera Internazionale di Damasco ha potuto riaprire i battenti alla fine di agosto, e riscuotere un grande successo popolare. Circa 300 mila persone hanno visitato la fiera ogni giorno, ansiose di vedere lo stato delle capacità produttive siriane e gli stand espositivi di quarantacinque nazioni.

Il corrispondente dell’EIR da Stoccolma, Ulf Sandmark (nella foto, durante un incontro ufficiale), ha visitato la Fiera nell’ambito di una delegazione di 25 imprenditori svedesi ed è rimasto molto colpito dallo spirito di ricostruzione e di determinazione per giungere a una vittoria piena.

Sandmark ha anche incontrato diversi membri del governo, cui ha regalato la versione in lingua araba del Rapporto Speciale dell’EIR sul Ponte Mondiale di Sviluppo. Egli ha anche partecipato a un incontro nell’ufficio del Primo Ministro, assieme a rappresentanti di numerose nazioni della antica Via della Seta. Successivamente, Sandmark ha incontrato il Ministro del Turismo e il Direttore Generale della Syrian Investment Agency.

Un abbonato dell’EIR in Svezia ha donato quindici copie del Rapporto Speciale all’Università di Damasco e Aleppo, che Sandmark ha consegnato. Lo studio contiene un capitolo intitolato “Progetto Fenice: punti di discussione sulla ricostruzione della Siria”, che dovrebbe diventare un tracciato per rilanciare l’economia.

I bisogni sono ovviamente enormi, dopo oltre sei anni di guerra. I Paesi amici sono già coinvolti in progetti. La Russia, per esempio, oltre agli aiuti diplomatici, militari e civili, ha riavviato la linea ferroviaria costiera e sta aiutando l’industria degli idrocarburi. L’Iran ha promesso di aiutare l’industria, mentre la Cina si occuperà della ricostruzione degli aeroporti, quindi del sistema ferroviario e successivamente quello autostradale.

Tuttavia, lo sforzo principale spetta alla nazione siriana. La sovranità nazionale è stata ristabilita e il governo è stato in grado di mantenere il funzionamento di forti istituzioni nazionali per i servizi pubblici in tutti i settori. Perciò, i territori sotto controllo governativo durante il conflitto sono stati in gran parte riparati e funzionano. E la ricostruzione è ricominciata in molte delle aree devastate, che erano state occupate e terrorizzate dalle forze jihadiste. Ci sono ancora milioni di profughi interni, fuggiti nelle aree controllate dal governo, in aggiunta a quelli all’estero. Il processo di riconciliazione nazionale è ora la chiave per il futuro.