La politica agricola dell’UE ha trasformato i mattatoi in incubatori

Il Coronavirus ha strappato la maschera a molti dei fallimenti del sistema economico globalizzato e neoliberista adottato dall’Unione Europea. Tra questi, la difficile situazione delle imprese agricole a conduzione familiare e la mancanza di sicurezza alimentare, cui si aggiungono le orrende condizioni di lavoro nell’industria della macellazione e della carne che favoriscono la diffusione delle malattie. Negli Stati Uniti, i mattatoi sono chiusi da settimane a causa delle infezioni.
La settimana scorsa in Germania, in un mattatoio della più grande azienda di lavorazione della carne suina, la Toennies, più di 1.500 lavoratori sono risultati positivi al Coronavirus e tutte le maestranze (6.500 lavoratori) sono state messe in quarantena. Già a maggio erano emersi nuovi contagi, anche se in numero molto inferiore, in altre piccole aziende di lavorazione della carne, ma non sono state adottate misure efficaci in tutto il settore. La massiccia epidemia della Toennies ha ora messo sotto i riflettori lo sfruttamento della forza lavoro. Gran parte delle mansioni nei mattatoi viene svolta da lavoratori stagionali provenienti dall’Europa dell’Est, che vengono assunti tramite subappaltatori, con salari quasi da schiavisti, e vivono affollati in baracche con condizioni igieniche e di sicurezza inferiori agli standard.
Un articolo su un sito indipendente sulla politica estera tedesca (https://www.german-foreign-policy.com/news/detail/8272/) aveva già denunciato il 12 maggio le condizioni abominevoli dei lavoratori dei mattatoi tedeschi provenienti dall’Europa Orientale.
La situazione che si è venuta a creare negli ultimi anni è in gran parte il risultato della politica agricola dell’Unione Europea, che è degenerata con l’adozione dell’agenda “verde” radicale della Commissione. Le clausole estreme sulla tutela dei “diritti degli animali” hanno portato non solo all’eliminazione del tradizionale allevamento di maiali nelle aziende agricole a conduzione familiare a favore di enormi complessi di nuova creazione, ma anche alla chiusura dei tradizionali mattatoi comunali, che non erano in grado di soddisfare tutti i requisiti burocratici, costringendo i produttori a rivolgersi ai grandi gruppi industriali come Toennies.
Ora, nell’ambito della nuova strategia della Commissione Europea “Farm 2 Fork”, le ulteriori restrizioni imposte agli allevatori, se attuate, renderanno loro impossibile continuare la produzione di carne. L’obiettivo dei Verdi, d’altra parte, è quello di ridurre notevolmente il consumo di carne, se non, per i più radicali, di eliminarlo del tutto…