La crisi di governo manovrata dall’UE

La fine del governo italiano è stata decisa all’incontro tra Conte e la Commissaria UE Ursula von der Leyen il 2 agosto. Lo afferma l’analista finanziario Mauro Bottarelli, le cui fonti sono nella City di Londra, in un articolo su Business Insider: “Per molti inquilini delle sale trading londinesi, l’atto finale del governo giallo-verde si sarebbe compiuto il 2 agosto, quando Ursula von der Leyen ha fatto visita a Giuseppe Conte a Palazzo Chigi in seno al suo tour post-elezioni. Non a caso, la prima minaccia diretta ed esplicita alla tenuta dello stesso governo, il ministro Salvini l’ha avanzata due giorni dopo, il 4 agosto”.
In realtà l’accordo c’era già quando i Cinque Stelle hanno deciso di votare per la von der Leyen al Parlamento Europeo, un voto decisivo per la sua elezione. L’accordo col Partito Democratico si basava sull’agenda dell’UE sul clima. La von der Leyen è solo esecutrice di decisioni che erano state prese ai più alti livelli a Bruxelles, Parigi e Berlino.
Nell’ambito di questo scenario, il Senato ha votato il 13 agosto contro la proposta della Lega di discutere e votare la sfiducia a Conte il 14 agosto. La cosiddetta “maggioranza Ursula” ha stabilito invece che il 20 agosto Conte riferirà in Parlamento. E’ stato il segnale della nuova “alleanza contro natura” tra i grillini e il Partito Democratico.