Il Dipartimento di Stato definisce i colloqui sulla stabilità strategica tra Stati Uniti e Russia “professionali e sostanziali”

I rappresentanti di Stati Uniti e Russia si sono incontrati il 28 luglio a Ginevra per il primo turno dei colloqui sulla stabilità strategica sotto l’Amministrazione Biden. Il Dipartimento di Stato ha definito le consultazioni “professionali e sostanziali”; a queste dovrebbero far seguito ulteriori consultazioni informali a loro volte seguite da un incontro di alto profilo a settembre. I dialoghi sono stati diretti, per la parte americana, dalla sottosegretaria di Stato Wendy Sherman, per quella russa dal Viceministro agli Esteri Sergei Ryabkov (foto).

“Rimaniamo impegnati, nonostante i periodi di tensione, a garantire la prevedibilità e ridurre i rischi di uno scontro armato e la minaccia di una guerra nucleare”, ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato. I due Presidenti concordarono di riprendere i dialoghi strategici quando si incontrarono il mese scorso a Ginevra. “L’incontro odierno a Ginevra è stato l’inizio di questo dialogo con la Federazione Russa”, si legge nel medesimo comunicato. “La delegazione statunitense ha discusso delle priorità politiche americane e dell’attuale sistema di sicurezza ambientale, le percezioni nazionali delle minacce alla stabilità strategica, le prospettive per un nuovo controllo sulle armi nucleari, e il formato per le future sessioni di dialogo sulla stabilità strategica”.

Il Ministero degli Esteri Russo ha espresso i suoi commenti in una breve dichiarazione. “In accordo con le istruzioni dei Presidenti di entrambe le nazioni, le parti hanno discusso approfonditamente i loro approcci intesi al mantenimento della stabilità strategica, le prospettive sul controllo degli armamenti e le misure per la riduzione dei rischi”, è scritto nella dichiarazione. “Sono anche stati affrontati vari aspetti sui futuri sviluppi delle interazioni su questi argomenti”. La TASS riporta le dichiarazioni di Ryabkov il quale si è dichiarato “soddisfatto degli incontri e che gli Stati Uniti si siano mostrati disponibili a dialoghi costruttivi”.