I leader africani smentiscono la narrazione della “trappola del debito”

Anche se i media occidentali in genere hanno parlato poco del Forum sulla Cooperazione Sino-Africana (FOCAC), quelli che lo hanno fatto hanno spesso riecheggiato la linea secondo la quale la Cina starebbe affogando i Paesi africani in un debito che non saranno mai in grado di ripagare, la cosiddetta “trappola del debito”. A questi argomenti hanno risposto in tanti durante il vertice:

* Il Presidente della Banca Africana per lo Sviluppo (AfDB), Dott. Akinwumi Adesina (foto), ha dichiarato ai margini del vertice: “Vorrei dire con chiarezza che l’Africa non ha alcuna crisi del debito; i Paesi africani hanno un disperato bisogno di infrastrutture”. Stando all’agenzia cinese Xinhua, Adesina avrebbe sottolineato che “la popolazione africana aumenta, v’è l’urbanizzazione e lo spazio fiscale è limitato… si parla di altro debito, ma nel modo giusto”.

Respingendo l’idea che il debito “imposto” dalla Cina abbia cominciato a creare problemi per l’Africa, Adesina ha ricordato che il debito totale del continente rispetto al PIL è salito dal 22% nel 2010 al 37% l’anno scorso. Ha sottolineato però che questo coefficiente è molto più basso rispetto al 100 o il 150% di molti Paesi con redditi più alti, o l’oltre 50% delle economie emergenti.

* Muhammadu Buhari, Presidente della nazione africana più popolosa, la Nigeria, è stato altrettanto perentorio. “Vorrei cogliere questa occasione per rispondere e smentire le insinuazioni di una presunta trappola del debito cinese”, ha dichiarato alla stampa secondo TVCNews. “Questi vitali progetti infrastrutturali vengono finanziati perfettamente in linea con il Piano di Crescita e di Ripresa Economica della Nigeria. Alcuni dei debiti, va sottolineato, si estinguono da sé. La Nigeria è perfettamente in grado di ripagare tutti i prestiti alla scadenza, “attenendosi all’attuale politica di prudenza fiscale e sana amministrazione”.

Buhari ha notato che la partnership tra la Nigeria e la Cina tramite il FOCAC ha reso possibile la costruzione di infrastrutture cruciali per oltre 5 miliardi di dollari negli ultimi tre anni. “Abbiamo completato il primo sistema ferroviario urbano nell’Africa occidentale, valutato 500 milioni di dollari, ad Abuja. Prima di questo v’è stata la linea ferroviaria che collega Abuja e Kaduna, completata e commissionata nel 2016, e che da allora funziona in modo efficiente”, ha aggiunto Buhari.

* Lo Zimbabwe è uno dei più antichi partner commerciali della Cina, come ha sottolineato con orgoglio al vertice il Presidente Emmerson Mnangagwa. Un editoriale pubblicato dal quotidiano vicino al governo Chronicle of Zimbabwe durante il vertice sottolinea che “l’assistenza della Cina all’Africa sortisce risultati tangibili e, invece di intrappolare le economie africane nel debito, la cooperazione tra Cina e Africa nel contesto della Iniziativa Belt and Road si propone di affrontare le strozzature nello sviluppo del continente in modo da realizzare benefici tangibili per entrambi i popoli… su un continente in cui oltre 600 milioni di persone non hanno ancora accesso all’elettricità, il 40% dei prestiti cinesi va alla generazione e trasmissione di energia elettrica. Un altro 30% è destinato ad ammodernare le infrastrutture dei trasporti”.

Il giornale cita il rapporto pubblicato da McKinsey & Company nel giugno 2017, nel quale si affermava che nessun altro Paese ha un impegno così ampio in Africa come la Cina, e prosegue: “È ironico che i Paesi occidentali invitino l’Africa alla cautela su un presunto ‘neo-colonialismo’ cinese mentre il loro stesso passato coloniale ha letteralmente impoverito il continente prosciugandone le risorse naturali”.