I BRICS chiedono un ordine internazionale multipolare, la fine della guerra in Siria e l’industrializzazione delle nazioni emergenti.

Nella dichiarazione conclusiva dell’ottavo vertice dei BRICS che si è tenuto a Goa, in India, l’India ha definito il gruppo di cinque nazioni come “una voce influente nello scenario internazionale che fornisce benefici tangibili alle proprie popolazioni” attraverso, tra le altre cose, nuove istituzioni come la Nuova Banca per lo Sviluppo (NDB) e l’Accordo per la Riserva di Contingenza (CRA) (“che contribuiscono largamente all’economia mondiale ed al rafforzamento dell’architettura finanziaria internazionale”).

La Dichiarazione di Goa sottolinea come i BRICS siano impegnati in un “approccio esauriente, concertato e determinato” per affrontare le sfide poste dalla sicurezza globale e dalla recessione economica, per permettere la “transizione verso un ordine internazionale multipolare”. La dichiarazione conclusiva esprime l’impegno dei BRICS “per il diritto internazionale e per la centralità del ruolo delle Nazioni Unite come organizzazione multilaterale universale atta a mantenere la pace e la sicurezza internazionale, lo sviluppo globale e la tutela dei diritti umani”.

Nell’affrontare i problemi relativi alla sicurezza globale, la Dichiarazione evidenzia come sviluppo e sicurezza siano “strettamente collegati, direttamente proporzionali e determinanti per ottenere una pace sostenibile”. Vengono deplorati gli interventi negli affari interni di altre nazioni, sollecitando la “cooperazione ed escludendo l’imposizione di misure coercitive unilaterali non basate sul diritto internazionale. … condanniamo gli interventi militari unilaterali e le sanzioni economiche in contrasto con il diritto internazionale. …”.

Nel caso specifico della Siria e del Nord Africa, la Dichiarazione afferma che sono fonte di grandi preoccupazioni che richiedono soluzioni “compatibili con il diritto internazionale” ed in conformità con i principi di “indipendenza, integrità territoriale e sovranità delle nazioni dell’area. … Ci appelliamo a tutte le parti in causa affinché operino per una risoluzione pacifica del conflitto che tenga conto delle legittime aspirazioni del popolo siriano, attraverso un dialogo nazionale ed un processo politico guidato dalle forze siriane”.

Le nazioni dei BRICS condannano il terrorismo internazionale “in tutte le sue forme”, e concordano nel rafforzare la collaborazione per combatterlo. Lo Stato Islamico, il Daesh ed i suoi affiliati, sono “una minaccia globale senza precedenti alla pace e sicurezza internazionale. … Invitiamo tutte le nazioni ad assumere un approccio collettivo nel combattere il terrorismo. …”.

I BRICS ritengono che ci siano segnali di ripresa a livello globale, ma le sfide rimangono. “I conflitti geopolitici … hanno contribuito al clima d’incertezza dell’economia globale”. La Dichiarazione afferma che anche se le politiche monetarie continueranno a sostenere le attività economiche, “le politiche monetarie da sole … non possono condurre ad una crescita bilanciata e sostenibile”. L’innovazione è la chiave: “Sottolineiamo l’importanza dell’industrializzazione e di misure atte allo sviluppo industriale come pilone fondamentale di una trasformazione strutturale”. In questo contesto, i BRICS hanno concordato di consultarsi e coordinarsi per attuare l’agenda del G20 stabilita durante l’incontro di giungo in Cina, “per rafforzare la cooperazione macro-economica, … oltre a promuovere un commercio robusto e sostenibile ed investimenti per sostenere la crescita globale … aumentare il ruolo delle nazioni in via di sviluppo e rafforzare l’architettura finanziaria internazionale”.

La Dichiarazione di Goa specifica che l’energia nucleare svolgerà “un ruolo importante per alcuni paesi dei BRICS per raggiungere gli obiettivi concordati nell’incontro di Parigi del 2015 sul clima”, e sottolinea l’importanza della “prevedibilità nell’accesso a tecnologie e finanziamenti per aumentare l’uso civile dell’energia nucleare, che consente uno sviluppo sostenibile delle nazioni dei BRICS”.