Gli Stati Uniti di fronte al caos e l’incertezza

Con l’avvicinarsi del nuovo anno, gli americani si trovano di fronte ad una molteplicità di crisi, che vanno ben oltre l’incertezza su chi abbia realmente vinto le elezioni presidenziali – anche se c’è ancora la possibilità che qualcosa di inaspettato e senza precedenti possa accadere prima del giorno dell’inaugurazione, il 21 gennaio. Benché le opzioni del presidente Trump diminuiscano ogni giorno di più, lui e i suoi alleati stanno ancora cercando di far aprire un’inchiesta sui brogli elettorali, che secondo loro sono stati finora ignorati dai tribunali e dai mass media ostili. Il 6 gennaio il Congresso dovrebbe certificare i risultati del Collegio Elettorale – che danno ufficialmente l’incarico a Joe Biden – ed entrambe le parti hanno mobilitato i sostenitori per scendere su Washington quel giorno. Non è da escludere che possano scatenarsi dei disordini, con scaramucce che sfocerebbero in scontri armati.
Ma c’è un crescente sottofondo di disordini che riflette un disagio molto più profondo nella società, legato alla disparità di accesso all’assistenza sanitaria e alla disparità di reddito. Parte di ciò è legato alla pandemia, che ha ormai tolto la vita a più di 330.000 americani ed è fuori controllo in alcune zone del Paese, tra cui grandi centri abitati come Los Angeles, che non ha a disposizione posti in terapia intensiva per i nuovi pazienti. Mentre ci si aspetta un po’ di sollievo con la vaccinazione, molti esprimono scetticismo aizzati dai fanatici “no vax” che usano i siti mediatici alternativi per spaventare i perplessi e indurli a “restare in attesa”.
Gli effetti economici della pandemia stanno amplificando l’insicurezza. Le piccole imprese sono state colpite in modo particolarmente duro, la disoccupazione è ufficialmente ancora oltre l’11%, nonostante il calo degli ultimi due mesi, e molti di coloro che hanno trovato un impiego lavorano con orari più brevi e salari più bassi rispetto al periodo precedente le chiusure.
Inoltre, il disegno di legge sugli aiuti finalmente approvato dal Congresso offre molto meno di quanto voleva il Presidente Trump. Alla fine Trump l’ha firmato, ma chiedendo ancora più pagamenti in contanti per gli adulti e più sussidi di disoccupazione. La moratoria sugli sfratti scadrà il 31 dicembre, il che significa che più di 12 milioni di inquilini che sono in arretrato con l’affitto potrebbero essere sfrattati, e questo riguarda fino a 30 milioni di persone. Secondo le stime, altri due milioni di proprietari di case potrebbero subire un pignoramento alla scadenza dei condoni del governo, con un conseguente drammatico aumento dei senzatetto durante i mesi invernali, nel bel mezzo di una pandemia.
Un ulteriore fattore che si aggiunge all’incertezza generale è che nessuno sa che cosa farà Joe Biden di fronte a questa crisi, nel caso in cui dovesse diventare presidente. Sia lui che la futura vicepresidente Kamala Harris sono stati per lo più invisibili nelle ultime settimane e i ministeri economici e i posti di consigliere sono stati assegnati ad un assortimento di ex membri dell’amministrazione Obama, noti per anteporre gli interessi degli istituti bancari e finanziari insolventi alle esigenze di coloro che perdono il lavoro, la casa e l’assistenza sanitaria. L’unico programma che Biden ha annunciato, il Green New Deal, sostituirebbe i posti di lavoro produttivi che pagano un salario decente con posti di lavoro non produttivi a basso salario.