Glass-Steagall e Wall Street sono il tema delle primarie a New York

La buona notizia è che sui media americani si parla sempre più della battaglia per ripristinare la separazione tra banche ordinarie e banche d’affari e mettere le briglie a Wall Street, anche grazie al dibattito elettorale tra Hillary Clinton e Bernie Sanders del 14 aprile, in cui sono volati gli insulti ma si è anche parlato delle banche “too big to fail”.

Ancor prima del dibattito, l’11 aprile, la stazione radiofonica della città di New York WNYC aveva avviato una serie di trasmissioni dal titolo “separare le banche too big to fail, o no?” (ascolta). Il primo segmento era dedicato alla storia della legge Glass-Steagall e includeva citazioni del Presidente Franklin Delano Roosevelt. Il conduttore, Brian Lehrer, ha intervistato la giornalista economica del New York Times Gretchen Morgenson, che ha dichiarato che molti eccessi e rischi che hanno portato alla crisi del 2007-8 sarebbero stati impossibili se non fosse stata abrogata la legge Glass-Steagall nel 1999. Ha anche criticato duramente la legge Dodd-Frank che non ha messo fine al problema delle banche “too big to fail” e le cui disposizioni, a distanza di sei anni, non sono ancora state scritte!

Un altro passo importante è stato la presentazione al Parlamento dello Stato di New York di una mozione che chiede al Congresso il ripristino della Glass-Steagall. La mozione, presentata dal consigliere Phil Steck, ha 26 firmatari. L’11 aprile la trasmissione della PBS “New Hour” ha dedicato un segmento alla critica della riforma Dodd-Frank, in cui Lynn Stout, consulente del Financial Research Advisory Committee del Ministero del Tesoro, ha chiesto che vengano ripristinate le regole che esistevano prima del 1999-2000, inclusa la legge Glass-Steagall. Secondo la Stout, la riforma obamiana di Wall Street non ha cambiato alcunché. In questo contesto l’advisor del Tesoro ha citato il caso della Goldman Sachs, che è stata appena condannata a pagare una penale di 5 miliardi di dollari per frode. Anche se sembrano molti soldi, sono “noccioline” paragonate a quelli che ha accumulato la banca d’affari truffando i propri clienti.

Il Sen. Sanders è tra i co-sponsor del disegno di legge al Senato S. 1709, che chiede il ripristino della Glass-Steagall. Hillary Clinton si è opposta al ripristino, così come si sono opposti anche i candidati repubblicani. Non a caso Phil Gramm, che fu determinante nel fare abrogare la separazione bancaria nel 1999, ora è uno dei principali consiglieri della campagna di Ted Cruz. Il disegno di legge alla Camera per il ripristino della Glass-Steagall (HR 381) ha 73 firmatari.

Come evidenzia una cartina pubblicata dal New York Times, il risultato delle primarie (58% alla Clinton, 42% a Sanders) è dovuto principalmente solo al voto nella città di New York (la città della Clinton e di Wall Street che la finanzia) mentre nella maggior parte delle contee aveva vinto Sanders. Anche a New York Sanders avrebbe avuto molti elettori, ma non ha potuto mobilitare il voto a causa di una regola esclusiva che permetteva di votare solo agli iscritti al PD al 1 ottobre 2015.

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Il senatore non si dà per vinto e, dopo aver sconfitto la Clinton in otto stati prima di New York, annuncia battaglia per le prossime primarie di domani, martedì 26, in Connecticut, Delaware, Maryland, Pennsylvania, e Rhode Island. Che la Clinton tema il “voto anti Wall Street” nell’elettorato democratico è dimostrato da voci riportate dalla CNN, secondo cui avrebbe offerto il posto di vicepresidente alla Sen. Elizabeth Warren, prima firmataria del disegno di legge per Glass-Steagall al Senato e acerrima nemica di Wall Street.

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