Dossier: il Russiagate diventerà presto “Muellergate”?

Mentre i media antri Trump gioivano del patteggiamento dell’ex consigliere per la Sicurezza Nazionale Gen. Michael Flynn, indicandolo come un passo verso la destituzione del Presidente Trump, il procuratore speciale Robert Mueller e il suo team sono stati colpiti da rivelazioni che ne hanno danneggiato gravemente la credibilità. Al centro delle rivelazioni c’è l ruolo dell’agente dell’FBI Peter Strzok, rimosso dal team di Mueller quando è stato rivelato che lui e la sua amante scambiavano SMS anti TRump e che Strzok e l’FBI usavano lo screditato finto dossier prodotto dall'”ex” agente dell’MI6 Christopher Steele per creare fin dall’inizio il Russiagate.

Alla fine della settimana a Washington si è cominciato a parlare del fatto che la rete di corruzione intorno alla caccia alle streghe contro Trump potrebbe trasformare il “Russiagate” nel “Muellergate.”

Dall’inizio dell’isteria contro la Russia usata per spiegare il fallimento della campagna presidenziale della Clinton, ovvero che ha perso per le interferenze russe e la collusione tra Trump e Putin, il LaRouchePAC aveva riferito che gli attacchi a Trump npon erano dovuti a quello che hanno fatto i russi, ma al fatto che la presidenza Trump costituiva una minaccia per l’agenza liberista neoconservatrice, in particolare la sua intenzione di collaborare con Russia e Cina. In un dossier dal “Robert Mueller Is an Amoral Legal Assassin,” distribuito ampiamente, il LaRouchePAC documenta la carriera di Mueller, anche come ex direttore dell’FBI, come un bandito agli ordini degli interessi britannici.

Il ruolo di Strzok ne è la dimostrazione, E’ stato coinvolto in ogni aspetto delle operazioni anti Trump, a partire dal suo ruolo nell’avviare l’inchiesta contro la Russia. Era il numero due della Divisione di Counterintelligence dell’FBI, ed è stato rimosso nel giro di due mesi senza spiegazioni, fino a quando Camera e Senato non hanno avviato un’inchiesta sulle sue attività.

La scorsa settimana, a seguito dell’inchiesta del Congresso, è stato rivelato che in primo luogo Strzok ha svolto un ruolo di primo piano nell’esonerare Hillary Clinton, avendo partecipato ad un interrogatorio della Clinton da parte dell’FBI il 2 luglio 2016, dopo il quale il direttore dell’FBI James Comey ha dichiarato che non doveva essere messa sotto inchiesta. Strzok cambiò personalmente il linguaggio usato da Comey per descrivere le azioni della Clinton da “grossolanamente negligenti” a “estremamente noncuranti”, ove quest’ultima formulazione non implica una violazione legale.

Secondo, Strzok è nel primo gruppo di agenti dell’FBI che hanno esaminato il dossier di Steele, prodotto per gettare fango sull’allora candidato Trump e pagato dall’apparato della campagna della Clinton. gli investigatori ritengono che Strzok abbia usato il dossier di Steele per preparare la richiesta dell’FBI per ottenere dalla FISA l’autorizzazione alle intercettazioni della campagna di Trump.

Terzo, Strzok era coinvolto nell’interrogatorio del 24 gennaio 2017 del Gen. Michael Flynn da parte dell’FBI, che includeva domande sulle sue discussioni con l’ambasciatore russo negli Stati Uniti. Non c’era motivo di interrogarlo in quanto l’FBi aveva le trascrizioni delle discussioni, se non per tendere una trappola a Flynn, inducendolo a dichiarare qualcosa che contraddisse la trascrisione. L’interrogatorio è la base del patteggiamento di Flynn sull’aver “mentito all’FBI.” Mueller spera di riuscire a indurre l’ex consigliere a mentire sulla presunta collusione di Trump con Putin, o sul presunto intralcio alla giustizia di Trump nel licenziare Comey. Va sottolineato il fatto che niente di quello che ha fatto Flynn nel parlato con l’ambasciatore russo era illegale.

Ma stanno emergendo altre rivelazioni. All’epoca in cui veniva promosso il Russiagate durante la campagna elettorale, il viceministro della Giustizia Bruce Ohr incontrò Glenn Simpson, della Fusion GPS, la ditta che aveva assunto Steele, e Steele stesso, Quindi l’FBI e il Dipartimento della Giustizia erano coinvolti fin dall’inizio nel preparare la narrativa sulle presunte interferenze russe, in collusione coi più alti livelli dell’intelligence britannico, il GCHQ. A tutt’oggi non è stato fornito uno straccio di prova a sostegno delle loro accuse.

Inoltre, come ha riportato il Wall Street Journal l’8 dicembre, un altro membro del team investigativo di Mueller, Andrew Weissmann, era segretamente legato ad Hillary Clinton, al punto che partecipò alla sua festa elettorale a New York City l’8 novembre 2016, durante la quale fu annunciata a sorpresa la sua sconfitta. Nel gennaio Weissmann mandò un’email di lodi all’allora ministro provvisorio della Giustizia Sally Yates, per essersi rifiutata di obbedire al blocco degli ingressi da alcuni paesi ordinato da Trump.

A indebolire ulteriormente la causa del Deep State contro Trump c’è il fatto che i media dominanti hanno dovuto ammettere di aver pubblicato informazioni palesemente false sul team del Presidente la scorsa settimana, CNN sia ABC News. L’articolo di quest’ultimo era stato scritto da un certo Brian Ross, che ha una lunga storia di fabbricazione per conto della comunità di intelligence, e contribuì alla montatura giudiziaria contro Lyndon LaRouche negli anni Ottanta.

Nel mezzo di queste rivelazioni, il Wall Street Journal ha pubblicato un editoriale il 5 dicembre in cui afferma che “l’opinione pubblica ha il diritto di sapere se il dossier di Steele ha ispirato l’inchiesta di Comey, e se questa ha condotto a intercettazioni intrusive.” Esprime il dubbio che Mueller possa “condurre un’inchiesta equa e credibile sulla parte svolta dall’FBI nel dramma Russia-Trump.” Anche altri media meno conosciuti hanno denunciato la mancanza di obiettività di Mueller e le sue motivazioni politiche.

Un sondaggio di CBS News ha rilevato che il 48% degli americani ritengono che il Russiagate sia “politicamente motivato” e il 46% ritengono che sia giustificato. Dimostra che c’è un ampio sostegno a tirare giù il sipario sul dramma Russia-Trump di Mueller.