Qualunque sia l’esito a breve termine dei negoziati in corso tra gli Stati Uniti e l’Iran, questa guerra ha accelerato in modo irreversibile la fine del vecchio ordine mondiale, dominato dall’Occidente collettivo (compreso Israele) e dalle sue istituzioni. Ora, piuttosto che soffermarsi su tutte le complessità degli accordi in discussione o sulle motivazioni dei diversi attori, è della massima importanza lavorare per l’attuazione di un ordine alternativo, come la nuova architettura di sicurezza e sviluppo proposta dallo Schiller Institute.

Questa urgenza è stata sottolineata da Helga Zepp-LaRouche (foto) in una dichiarazione rilasciata il 18 giugno, che colloca la guerra illegale di aggressione contro l’Iran nel “quadro più ampio” di un punto di vista storico. Essa sottolinea che, affinché un piano di pace funzioni, deve essere accompagnato da una “visione di sviluppo economico per l’intera regione dell’Asia sud-occidentale”, come il “Piano Oasi Allargato”, che offre alle popolazioni la prospettiva di costruire un futuro pacifico e prospero.

A tal fine, Helga Zepp-LaRouche indica diverse iniziative già sul tavolo, “che riflettono la consapevolezza che l’ordine internazionale debba essere urgentemente riorganizzato”. Una di queste è il nuovo Libro bianco cinese, che propone un miglioramento dell’ordine internazionale basato sull’idea di un futuro condiviso per l’umanità.

“Partendo da un contesto molto diverso, ma giungendo essenzialmente alla stessa idea della necessità di una riforma urgente, c’è Papa Leone XIV. La sua Enciclica appena pubblicata, Magnifica Humanitas contiene una proposta molto concreta sui principi in base ai quali deve essere istituito un nuovo sistema degno della magnifica specie umana. Chi scrive ha proposto dieci principi, da prendere in considerazione, su come potrebbe essere concepita una simile nuova architettura di sicurezza e sviluppo.

“Pertanto, non ci si dovrebbe limitare a commentare l’accordo raggiunto tra gli Stati Uniti e l’Iran, speculando sul fatto che la situazione in Libano e il rifiuto di Israele di accettarne l’inclusione nell’accordo possano rivelarsi il fattore principale che porterà al fallimento dell’accordo stesso. Se il Piano Oasi Allargato venisse inserito nell’agenda da diversi paesi della regione, potrebbe diventare il primo passo per condurre il mondo intero verso un nuovo paradigma, in cui la guerra diventi obsoleta come mezzo di risoluzione dei conflitti “è una questione esistenziale nell’era delle armi termonucleari e si realizzi un ordine equo, che garantisca il benessere di tutte le nazioni.”