Zanni: ci vuole la separazione bancaria e non il MES

Marco Zanni è noto ai nostri lettori per le battaglie condotte al Parlamento Europeo a favore di una vera riforma bancaria, basata sulla separazione tra banche d’affari e banche ordinarie. Divenuto portavoce di politica estera della Lega e presidente del gruppo Identità e Democrazia dopo le ultime elezioni europee, egli non ha abbandonato la battaglia, come ha spiegato in un’intervista concessa al vicepresidente di MoviSol Claudio Celani prima delle vacanze natalizie.
“Né la BCE, né le altre istituzioni europee”, ha affermato Zanni, “sono consapevoli degli enormi rischi nel nostro sistema finanziario. Ci sono forti segnali di stress. Tu hai menzionato la crisi di liquidità e del mercato repo negli Stati Uniti; ma ci sono problemi anche nell’Unione Europea, perché la BCE si rifiuta di valutare i veri rischi nel sistema finanziario. Pone ancora l’enfasi sulla sostenibilità del debito pubblico, ma i debiti pubblici in Europa e specialmente quello italiano sono perfettamente sostenibili. Ci sono grandi rischi nel settore privato e l’UE e la BCE si rifiutano di valutarli propriamente o di considerare azioni per affrontare i grandi rischi che ora sono evidenti a tutti”.
Per Zanni, il cosiddetto Meccanismo di Stabilità Europeo (MES) che l’UE vuole istituire come fondo salvabanche e salvastati, è una barzelletta. Quando scoppierà la crisi bancaria, ci vorrà ben più che i 700 miliardi di cui il MES dovrebbe essere dotato a regime. Anche le riserve di capitale saranno insufficienti.
“Stiamo agendo per costruire meccanismi che dovrebbero assorbire una crisi finanziaria, ma la storia dimostra che è impossibile calcolare in anticipo le conseguenze di una crisi finanziaria. Per quante riserve di capitale possiamo imporre alle banche, esse non saranno sufficienti ad affrontare la prossima crisi finanziaria.
“La via giusta è quella di agire per impedire la crisi. Questo è un modo sicuro per rendere sostenibile il sistema finanziario. Io mi adopero dal 2014 nel Parlamento Europeo e nelle istituzioni europee per proteggere la parte sana delle nostre banche e separare ciò di cui non abbiamo bisogno, quello che è un debito speculativo che serve solo ad alimentare una grande bolla finanziaria nel sistema. La storia dimostra che la bolla alla fine scoppierà e i contribuenti dovranno pagare per gli errori e le speculazioni dei banchieri”.
Anche se gli Stati membri dell’UE potrebbero introdurre una protezione bancaria (separazione) a livello nazionale (“la separazione bancaria era contenuta nel programma della Lega nel 2018”), tuttavia “la riforma non dovrebbe essere limitata ai settori nazionali; dovrebbe essere sviluppata a livello europeo, per tutti i paesi dell’UE. Ciò renderà sicuro il sistema finanziario, perché le nostre banche sono profondamente interconnesse”.
Mentre nelle istituzioni manca attualmente una maggioranza a favore di questa riforma, Zanni crede che “a un certo punto, nei prossimi cinque anni [durata della legislatura del Parlamento Europeo], la crisi finanziaria costringerà il legislatore a considerare la separazione bancaria come azione forte per stabilizzare il sistema finanziario e renderlo sicuro”.