Trump rende pubblici i documenti del Russiagate sventando il golpe

I nostri lettori ricorderanno il consiglio che il LaRouchePAC diede al Presidente Trump lo scorso 26 maggio, quello di rendere pubblici i documenti del Russiagate usati dai golpisti contro di lui, al fine di allentare la loro morsa intorno a lui.
Nel tardo pomeriggio di lunedì 17 settembre 2018, il portavoce stampa della Casa Bianca ha pubblicato quanto segue

“Rispondendo alla richiesta delle Commissioni del Congresso e per ragioni di trasparenza, il Presidente ha dato istruzioni all’Ufficio del Direttore della National Intelligence ed al Ministero della Giustizia (FBI inclusa) di fornire a scopo di immediata desecretazione il seguente materiale:

(1) le pagine 10-12 e 17-34 dell’istanza rivolta nel giugno 2007 alla corte del FISA [la “Foreign Intelligence Surveillance Court”, istituita dal “Foreign Intelligence Surveillance Act of 1978”] inerente la persona di Carter W. Page;

(2) tutti i resoconti dell’FBI riguardanti le interviste concesse da Bruce G. Ohr preparati nel contesto dell’inchiesta sulla Russia; e

(3) tutti i resoconti dell’FBI riguardanti le interviste preparate nel contesto di tutte le istanze riguardanti Carter Page presso la corte del FISA.

Il Presidente Donald J. Trump, inoltre, ha dato istruzioni al Ministero della Giustizia (FBI incluso) di pubblicare senza interventi redazionali tutti i messaggi intercorsi tra James Comey, Andrew McCabe, Peter Strzok, Lisa Page e Bruce Ohr nel contesto dell’inchiesta sulla Russia.

Stando ai resoconti della stampa, i documenti dovrebbero essere pubblicati “precipitosamente”, a cominciare dalle istanze mosse davanti alla FISC e dai resoconti dell’FBI su Bruce Ohr e Carter Page. La pubblicazione dei messaggi richiederà più tempo. Questa mossa importante del Presidente Trump avviene assieme a quella di in tribunale del Distretto di Colombia che si occupa di imputazioni penali di funzionari chiave che sarebbero responsabili della fuga verso i media di informazioni secretate generate durante l’indagine del “Russiagate”.

La desecretazione di questi documenti permetterà al pubblico di comprendere chiaramente e per la prima volta la dimensione del più grave e terrificante abuso di potere nella storia americana. L’amministrazione Obama, agendo a vantaggio del governo britannico, decise di distruggere la candidatura di Donald Trump per favorire la sua avversaria Hillary Clinton, abusando dei poteri esecutivi e di sicurezza nazionale, fino a cercare di distruggere la presidenza nel frattempo conquistata dal candidato. L’intelligence britannico produsse, tramite l’ex agente dell’MI6 Christopher Steele, un documento strumentale su Trump, pagato da Hillary Clinton. Il finto dossier asseriva che Trump avesse collegamenti con la Russia e che Putin lo tenesse in pugno con dei compromessi. I funzionari del Ministero della Giustizia fedeli a Obama si rivolsero per ben quattro volte alla FISC per ottenere un’operazione di piena sorveglianza del volontario trumpiano Carter Page e, attraverso di lui, dell’intera organizzazione elettorale di Trump. Stando alle evidenti menzogne di Steele, Carter Page sarebbe stato una figura chiave dei rapporti tra Trump e la Russia di Putin.

I funzionari del Ministero della Giustizia sapevano, quando presentarono le istanze, che il dossier di Steele dichiarava il falso su Carter Page. Non informarono mai il tribunale del fatto che tale dossier fosse stato pagato da Hillary Clinton, avversaria di Trump; né questo fatto fu mai controllato come richiederebbero le procedure del FISC. Il finto dossier di Steele fu usato da John Brennan presso la CIA per ricavarne un pretesto per tendere trappole, sovente dal suolo britannico, ai danni dei volontari George Papadopoulos e Carte Page. Nel frattempo l’FBI e altri enti procuravano costantemente delle fughe di notizie riguardanti le indagini dell’FBI sul conto di Trump candidato, che implicitamente comprendevano imputazioni di tradimento, in combutta con la Russia. James Comey, Andrew McCabe, Peter Strzok, Lisa Page e Bruce Ohr furono parte decisiva di questa orchestrazione di guerra informativa e di spionaggio politico contro Donald Trump.

Il LaRouchePAC ha ripetutamente suggerito a quest’ultimo di desecretare ogni documento diffuso da mani britanniche a sostegno della imputazione sua e dei suoi collaboratori, al fine di permettere al popolo americano di capire le implicazioni strategiche profonde di questa operazione golpista. Si tratta infatti di un puro e semplice tentativo di estromissione del Presidente americano, colpevole per il “Deep State” di mirare a far cessare lo stato di guerra permanente che è strumentale per la sopravvivenza del sistema monetario anglo-olandese e di favorire rapporti di cooperazione con la Russia e con la Cina, nel contesto della ricostruzione dell’economia fisica degli Stati Uniti. Il LaRouchePAC non si è limitato a questo, ha anche chiesto la desecretazione di tutti i documenti riguardanti gli attentati dell’11 settembre 2001 per opera degli agenti britannici con passaporto saudita, concentrandosi in particolare sul ruolo di Robert Mueller in qualità di direttore dell’FBI, il quale contribuì all’insabbiamento e all’ostruzione delle indagini sul ruolo saudita.

Mueller, lo stesso procuratore che sta perseguendo Trump, dovrebbe essere incriminato quale architetto dei depistaggi e insabbiamenti conseguenti alla perdita di quasi tremila cittadini americani e co-ideatore dello stato di polizia anticostituzionale istituito con la scusa degli attentati. La pubblicazione di tali documenti permetterebbe di assestare il colpo più fatale agli autori del tentato golpe.