Il 28 febbraio, in chiusura di una seduta consiliare, il Consiglio Grande e Generale di San Marino (equivalente al nostro Parlamento), ha adottato un ordine del giorno sul tema dello sviluppo del settore bancario e finanziario condiviso anche dall’opposizione (inclusa Sinistra Unita) in cui al punto 9 si parla di separazione bancaria e di “perseguire le opportune modifiche normative che consentano una progressiva specializzazione e separazione fra banche di raccolta e banche di investimento, predisponendo poi il quadro regolamentare necessario per le due diverse fattispecie.”

L’OdG è stato condiviso da tutte le forze politiche (tranne Rete, che si è astenuta). La legge per la separazione bancaria è stata depositata da Sinistra Unita ed entro sei mesi il governo è tenuto a discuterla. Il 5 marzo 2013 la presidente di Movisol Liliana Gorini e il portavoce di LaRouche Harley Schlanger erano stati a San Marino, su invito di Sinistra Unita, proprio per parlare di legge Glass-Steagall e separazione bancaria

da San Marino Oggi

SU presenta progetto di legge sulla separazione [delle] attività bancarie

30 ottobre 2013
Sinistra Unita riparte da Roosevelt/Ci vuole la separazione delle attività bancarie

Lo aveva fatto Franklin Delano Roosevelt nel 1933, introducendo il Glass-Steagall Act e sancendo la separazione delle attività bancarie, in modo che le banche commerciali, che raccolgono i depositi dei cittadini ed erogano il credito alle persone e alle imprese, fossero nettamente separate dalle banche d’affari, che operano invece nei mercati finanziari con l’emissione e la compravendita di titoli azionari, obbligazionari e di strumenti speculativi in genere. Questo ripropone in sostanza Sinistra unita attraverso la presentazione di un progetto di legge, illustrato alla stampa ieri durante una conferenza. “Una proposta che sta prendendo piede in diversi stati europei, ma anche in America – spiega il capogruppo Francesca Michelotti – a causa della crisi globale”. Per SU una delle cause della crisi è dovuta ai “sistemi nazionali che sono intervenuti per salvare i propri sistemi bancari, sottraendo risorse allo sviluppo e al sostegno dello stato sociale”. Quello che propone il partito di opposizione è uno strumento a tutela dei risparmiatori e in particolare dei fondi pensionistici. (…)