Parmalat: latte e “derivati”

Sullo “scandalo” dei derivati del Tesoro

L’ondata di indignazione e grande preoccupazione fatta scatenare dall’audizione della dott.ssa Maria Cannata (Tesoro) e dalla puntata di domenica 26 aprile di Report è per l’ennesima scoperta dell’acqua calda, che gli ipocriti e gli interessati vogliono far passare per bufera. Era tutto noto: tutto, proprio tutto.

I governi, da Ciampi (1993-1994) in poi, hanno ripetutamente portato la Repubblica Italiana al casinò, giocando con i soldi dei cittadini. I croupier e i proprietari del casinò, gli stessi per cui i Ministri delle Finanze riuniti a Oslo gridano “Dilettante!” al greco Varoufakis, hanno truccato le giocate, hanno stramangiato e vorrebbero stramangiare esigendo come controvalore altra austerità.

A forza di “tutelare” l’Italia facendo patti con il diavolo, i responsabili del Tesoro hanno finito per assicurare con le nostre tasche i luciferini fondi speculativi. Ricordate, in questo contesto, che il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha appena reso pubblico l’accordo europeo per il ricorso al prelievo forzoso dai conti correnti, in caso di ulteriore crac…

Parmalat_derivati_750

Più latte e meno “derivati”, ovvero come liberare l’economia
dal paradigma speculativo che ha causato il crac

“Davvero tutto era noto?”, chiedete. Volete qualche prova?

1. Quando, a inizio 2004, a pochi giorni dal fallimento della Parmalat, si va consolidando l’ipocrita linea del “reato isolato” e tutti si stanno concentrando sulle malefatte di Calisto Tanzi, noi osiamo situare quel crac nella superiore dinamica del collasso finanziario che si avrà tre anni dopo, nell’estate 2007.

LaRouche sul crac Parmalat

Parmalat_26gennaio2004

   Vedi anche: Parmalat, il gioiellino: “ce ne sono centinaia in Italia, pronti a saltare” (2011).

Il crac in corso è dunque previsto, e ancor prima del 2004. Proprio perché siamo in grado di prevedere, abbiamo assunto e assumeremo le seguenti iniziative:

2. Nel 1997 Lyndon LaRouche lancia a Roma la campagna per la Nuova Bretton Woods. Nei primi anni 2000, otteniamo numerose mozioni del nostro Parlamento, che assieme alla Duma russa risultano le uniche assemblee nazionali al mondo, per una nuova architettura finanziaria (vedi il dossier).

Se avessimo, con un’opportuna conferenza internazionale, abbandonato il regime di cambi valutari fluttuanti imposto nel 1971, nessun governo avrebbe dovuto “tutelare” le proprie casse con i derivati finanziari di Alan Greenspan & C., oltreché essere impegnato da tempo con serie politiche industriali e gli opportuni investimenti.

3. Nel luglio 2007 Lyndon LaRouche annuncia l’imminente crac, quello causato dallo sgonfiamento della bolla americana dei mutui subprime.

4. Nel settembre dello stesso anno propone negli Stati Uniti la legge Homeowners and Bank Protection Act (HBPA), per proteggere i proprietari di case dai pignoramenti e le banche ordinarie nell’esercizio dei loro doveri.

5. Nel 2009 chiediamo una Nuova Commissione Pecora per investigare ufficialmente le cause e i responsabili della crisi finanziaria (vedi la petizione).

6. Nello stesso anno 2009 cominciamo la campagna, tutt’ora al centro della nostra attività internazionale, per la separazione bancaria, sull’esempio del Glass-Steagall Act del 1933.

7. Nel 2010-2011 incalziamo a più riprese Jean-Claude Trichet in qualità di Presidente della BCE.

8. Nel 2012-2013 è la volta di Mario Draghi (già sfidato pubblicamente nel 2008), successore di Trichet nella disperata difesa della bisca.

Draghi_4luglio2008

Draghi_7luglio2013

9. Il 2013 è anche l’anno della raccolta delle firme per la legge di iniziativa popolare per la separazione bancaria (vedi).

Il ruolo dell’individuo per il nuovo paradigma

Con queste ultime righe ci rivolgiamo a voi, lettori.

È questo uno di quei momenti storici di grande crisi che, secondo il poeta Schiller, non devono sorprendere gente piccola. È questo il momento in cui gli uomini sono messi alla prova.

Mentre l’Occidente sprofonda, non avremmo speranza se ognuno di noi aspettasse che qualcun’altro si rimboccasse le maniche. Come dimostra la nuova dinamica dei BRICS, alla quale lavoriamo da oltre quarant’anni, il nostro movimento rappresenta il potenziale per un radicale cambiamento di paradigma. Tuttavia, abbiamo bisogno della vostra collaborazione affinché riusciamo a deviare rapidamente l’Occidente dalla traiettoria della geopolitica, il cui fine ultimo è lo scontro nucleare. Dobbiamo provocare un rigetto netto dell’ideologia maltusiana, anti-umanista e anti-scientifica che è alla base della crisi e delle ricette che finora l’hanno aggravata.

In questa operazione epocale ciascuno di voi è prezioso e determinante.