Obama ha ordinato l’insabbiamento del ruolo anglo-saudita nei due attacchi dell’11 settembre

8 novembre 2012 – Durante la sua prima campagna per la presidenza nel 2008, Obama promise che avrebbe reso pubblico il capitolo di 28 pagine del rapporto della commissione congressuale d’inchiesta sull’11 settembre, la cui pubblicazione era stata bloccata dal Presidente George W. Bush. Obama non solo non ha mantenuto la promessa, ma ha chiesto all’Avvocatura dello Stato di intervenire in una causa federale a favore dell’immunità dell’Arabia Saudita da qualsiasi denuncia riguardante il suo ruolo nell’attacco alle torri gemelle. A tutt’oggi, il Presidente Obama prosegue l’insabbiamento dell’amministrazione Bush sul ruolo dei governi britannico e saudita nell’11 settembre.

Le stesse reti dietro gli attacchi del primo 11 settembre sono responsabili anche dell’attacco dell’11 settembre 2012 contro il consolato americano a Bengasi, in Libia.

Nonostante gli insabbiamenti di Bush ed Obama, è trapelato parecchio sul contenuto del capitolo stralciato dal rapporto della commissione d’inchiesta al Congresso. Grazie alla campagna persistente dell’ex senatore democratico Bob Graham, che ha presieduto la commissione, è noto che l’ambasciatore saudita a Washington, principe Bandar bin-Sultan, ha finanziato almeno due dei tre dirottatori dell’11 settembre nei loro nove mesi negli Stati Uniti, tramite due funzionari dell’intelligence saudita.

Allo stesso tempo, dal gennaio al settembre 2001, il principe Bandar ha accumulato quasi 2 miliardi di dollari di tangenti per l’accordo “Al Yamamah”, con cui il gigante britannico della difesa, BAE Systems, ha fornito armi e sostegno militare all’Aviazione saudita, in cambio di massicce quantità di petrolio greggio vendute sul mercato a pronti internazionale. Un’altra grossa somma di denaro è stata accumulata con le vendite di petrolio che sono finite in un fondo speculativo offshore, gestito insieme dall’intelligence britannica e saudita, fondo che ha finanziato il terrorismo globale, a partire dai Mujaheddin afgani che cacciarono l’Armata Rossa dell’Afghanistan alla fine degli anni Ottanta.

Questa alleanza tra reali britannici e sauditi sta dietro a tutti i principali attacchi terroristici degli ultimi decenni. La minaccia è ancor maggiore oggi, in quanto lo scorso luglio il principe Bandar bin-Sultan è stato nominato nuovo capo dei servizi segreti sauditi. Il suo primo incarico è stato quello di dare soldi ed armi agli jihadisti radicali in Siria e Libano, per fomentare lo “scontro tra le civiltà” e le guerre di religione che sono il nocciolo della politica della Corona inglese.