Grande ottimismo è stato espresso alla seconda conferenza ministeriale del Forum Cina-Celac, che si è aperta a Santiago, in Cile, il 22 gennaio e cui hanno partecipato trentatré Ministri degli Esteri della Comunità di Stati Latino Americani e dei Caraibi (Celac) e il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi con la sua delegazione. Fondato nel luglio 2014 al vertice dei BRICS a Fortaleza, in Brasile, il Forum Cina-Celac ha tenuto il suo primo incontro ministeriale a Pechino nel gennaio 2015.

Gli esperti e diplomatici cinesi in tutta la regione sono entusiasti del potenziale di espandere la cooperazione in molte aree, tra cui l’estrazione mineraria, l’agricoltura, le infrastrutture, l’industria, l’energia, la scienza e l’innovazione tecnologica, e soprattutto di assicurare la partecipazione della regione alla Belt and Road Initiative (BRI).

Come ha scritto il quotidiano ufficiale di Lima El Peruano prima del Forum, Wang Yi ha confermato che l’obiettivo è cercare “un’articolazione strategica al più alto livello tra la Cina e la regione latino americana e caraibica nella costruzione congiunta della Belt and Road”, aggiungendo che la regione forma una “estensione naturale dell’antica Via della Seta marittima”.

Nei tre anni dall’ultimo vertice ministeriale si è assistito a una notevole espansione globale della BRI e a un aumento del commercio, degli investimenti cinesi nelle infrastrutture e di altri accordi siglati con numerosi Paesi dell’area. A cambiare le regole del gioco è stata la decisione del Panama di rompere legami diplomatici con Taiwan nel giugno 2017 e stabilirli invece con la Repubblica Popolare Cinese. Da allora le intense discussioni tra i due si sono concentrate sullo sviluppo del Panama come “piattaforma” strategica, logistica, dei trasporti, finanziaria e tecnologica per gli investimenti cinesi nei progetti Belt and Road in tutta la regione, suscitando grande interesse negli altri Paesi, inclusi quelli che hanno ancora legami diplomatici con Taiwan.

La Cina ha proposto di costruire una ferrovia ad alta velocità dalla città di Panama alla provincia di Chiriqui sul confine col Costa Rica (l’altro Paese del Centro America che ha rapporti diplomatici con la Cina) e potenzialmente a Nord nel resto dell’America Centrale e al Messico. Come ha dichiarato il Ministro della Pianificazione del Costarica al quotidiano La Nación, “Perché dovremmo rimanere al di fuori della Via della Seta?… Sarebbe un grosso errore non pensare strategicamente” ed essere esclusi da questo “esaltante sviluppo”.

Il 17 gennaio, prima che si aprisse il Forum, è stato inaugurato a La Paz un impianto idroelettrico di costruzione cinese. L’inviato cinese Liang Yu ha dichiarato in questa occasione che la Cina intende “espandere la cooperazione nel settore idroelettrico per fare della Bolivia il vero cuore energetico del Sud America”. La stessa società cinese, Sinohydro, ha vinto una gara d’appalto per costruire altri due impianti idroelettrici nel Paese. Negli Stati Uniti alcuni sono nervosi per la presenza della Cina nel loro cortile, ma i leader cinesi hanno inviato anche gli Stati Uniti ad aderire ai progetti di sviluppo nella regione.