Un governo imposto dall’UE per impedire le elezioni ed imporre una manovra lacrime e sangue

di Liliana Gorini, presidente di MoviSol

Il nuovo governo Conte, sostenuto da PD, M5S e LEU, è stato imposto dall’UE per impedire il voto, ed imporre una manovra lacrime e sangue che il governo precedente non avrebbe approvato, e che era già stata bocciata chiaramente dal voto degli italiani alle elezioni europee. Per la quarta volta in sei anni, il PD va al governo senza essere stato eletto. Molti si chiedono come sia nata questa crisi, e come mai Matteo Salvini si sia “prestato” a renderla possibile. In realtà la crisi di governo era stata decisa ben prima dell’8 agosto, già col voto del M5S a favore della nuova Commissaria Europea Ursula von der Leyen, che aveva di fatto creato una maggioranza alternativa col PD, e di nuovo con l’incontro tra la von der Leyen e Conte a Roma il 2 agosto. Non a caso la maggioranza contro natura che si è venuta a creare nelle ultime due settimane viene definita “maggioranza von der Leyen” e il programma concordato tra PD e M5S, in particolare il cosiddetto “Green New Deal”,sembra una copia esatta del programma annunciato da Ursula von der Leyen dopo la sua elezione, e promosso dagli speculatori e miliardari di tutto il mondo, a partire da George Soros, per salvare il sistema finanziario sull’orlo del collasso creando l’ennesima bolla speculativa, dopo quella dei derivati, quella dei cosiddetti “climate bonds”.
I 26 punti del governo giallorosso sono un riflesso di questa nuova bolla speculativa nel nome del “clima”. Non è un caso che il punto 9 dei 10 annunciati da Di Maio al Quirinale come “imprescindibili”, ovvero la separazione bancaria, sia sparito misteriosamente e nei 26 punti concordati col PD si parli solo genericamente di “tutela del risparmio”. Il PD è da sempre il partito delle banche e degli speculatori, e come tale veniva definito dai Cinque Stelle fino a pochi mesi fa. Renzi, e i suoi accoliti in Commissione Finanze, sabotarono sistematicamente tutte le mozioni per Glass-Steagall che erano state presentate al Parlamento italiano, fin dall’incontro tra Renzi e la Merkel a Firenze.
Non dimentichiamo che la separazione bancaria, insieme ad una banca nazionale, era nel contratto di governo tra Lega e Cinque Stelle che l’UE ha fatto saltare, e che l’Italia è stato il primo paese del G7 ad aver aderito alla Nuova via della Seta, il marzo scorso, decisione che aveva provocato reazioni isteriche da parte dell’UE, da sempre contraria alla cooperazione con la Cina nel finanziamento di grandi progetti infrastrutturali. Tre punti, la separazione bancaria, una banca nazionale e la Nuova Via della Seta, per i quali il movimento di LaRouche e MoviSol si battono a livello internazionale da dieci anni, come ha ricordato Helga Zepp-LaRouche, presidente dello Schiller Institute e moglie del compianto economista americano Lyndon LaRouche, al recente convegno “L’Italia sulla Nuova Via della Seta” che si è tenuto lo scorso 13 marzo a Milano, su iniziativa di MoviSol e Regione Lombardia, due settimane prima che venisse firmato il memorandum d’intesa tra Italia e Cina sulla Belt and Road, ed a cui prese la parola anche il sottosegretario al MISE Michele Geraci, protagonista dell’intesa con la Cina.
Che il governo Conte che si accinge a chiedere la fiducia del Parlamento nasca per prendere ordini da Bruxelles è dimostrato anche dalla lista dei ministri, a partire dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, eurodeputato del PD molto apprezzato a Bruxelles e lodato dalla Lagarde (che sostituirà Draghi a capo della BCE). Come ha dichiarato oggi l’eurodeputato Marco Zanni, Gualtieri è tra gli autori del fiscal compact e del bail-in, ovvero il prelievo forzoso sui nostri conti correnti per salvare gli speculatori. Di Maio, agli Esteri, farebbe bene a imparare bene il nome del Presidente cinese Xi Jinping, non Ping, perché la Cina continuerà a svolgere un ruolo importante per l’economia mondiale, checché ne dicano a Bruxelles. L’unica buona notizia è che non c’è più Toninelli alle Infrastrutture, ma considerando i voltafaccia del PD pur di entrare a far parte del governo, non c’è da stupirsi se, pur avendo votato a favore della TAV, finirà per opporsi.

Un governo nato solo dal desiderio di evitare le elezioni, ben sapendo che Cinque Stelle e PD prenderanno una batosta non appena verranno indette, è destinato a durare ben poco, soprattutto tenendo conto delle contraddizioni tra i due partiti principali che lo compongono. La Lega ha già annunciato un’opposizione dura, e avendo ancora la presidenza di Commissioni importanti, come la Commissione Bilancio alla Camera e la Commissione Finanze al Senato, potrà bloccare o rendere difficile l’azione del governo.
Un’ultima considerazione sul giubilo dei “mercati” dopo l’annuncio dell’accordo tra PD e Cinque Stelle: ma se i governi si fanno per l’UE e per i mercati, invece che per i cittadini, che senso ha la sceneggiata di salire al Colle e giurare fedeltà alla Costituzione? Sarebbe più onesto formare i governi direttamente a Bruxelles e fare giurare i ministri su un derivato OTC o un climate bond.