Ucraina e Germania: la repressione gemella

Il 3 ottobre, il Centro contro la Disinformazione (CCD) di Kiev ha ripubblicato la nota lista dei “Relatori che promuovono narrazioni consonanti con la propaganda russa”, in versione allargata. La lista originale conteneva più di 70 personaggi internazionali che non aderiscono alla linea ufficiale della NATO, dichiarati “terroristi dell’informazione” e candidati ad essere perseguiti come “criminali di guerra”. In cima alla nuova lista c’è la fondatrice e presidente dello Schiller Institute, Helga Zepp-LaRouche, seguita da molti relatori a precedenti conferenze dello SI. Sia la signora Zepp-LaRouche che il suo collaboratore Harley Schlanger sono inseriti anche in una lista ancor più minacciosa, chiamata “Myrotvorets”, di nemici da essere “liquidati”.
Apparentemente, anche l’Unione Europea ha approntato le sue liste. Il 28 settembre l’Alto Rappresentante di politica estera Josep Borrell ha annunciato che, come parte delle nuove sanzioni, l’UE “continuerà a tenere nel mirino attori che diffondono disinformazione sulla guerra: in particolare, coloro che diffondono disinformazione e donano fondi alle aree occupate dalla Russia” in Ucraina.
Come ha indicato Borrell, vengono già colpiti “bersagli” in molti paesi dell’Unione. In Germania è stato scoperto un gruppo di coordinamento insediatosi da giugno nel ministero degli Interni, col compito di contrastare e rendere impossibile ogni informazione indipendente sulla Russia. La cosa è stata denunciata in un dossier da Nachdenkseiten, autorevole pubblicazione anti-mainstream, la prima parte del quale è stata pubblicata il 29 settembre (https://www.nachdenkseiten.de/?p=88618#more-88618). Il contenuto si basa su un documento governativo interno fornito da una talpa che ha fatto capire che in pentola bolle molto di più.
Il documento, datato 27 giugno, è intitolato Attività in corso di dipartimenti e autorità contro la disinformazione in connessione con la guerra della RUS contro l’UKR e specifica che diversi enti sono coinvolti: gli Interni, il ministero degli Esteri, l’Ufficio stampa Federale e il ministero della Difesa. Il ministero degli Interni (BMI) è identificato come il crocevia delle attività di propaganda statale che compila rapporti su Russia-Ucraina ogni due settimane. Un “piano di resilienza” a dieci punti parla di disseminare informazioni controllate dal governo nelle istituzioni (compreso il Parlamento), nei media e persino nelle scuole elementari, per inoculare i fanciulli contro la “disinformazione”.
Il ministero degli Esteri avrebbe creato un “documento vivo” che “decostruisce/smonta le narrazioni russe, classiche e attuali, sulla guerra in Ucraina” e collabora con rappresentanti americani su questioni di disinformazione. Esso coopera anche con l’Ufficio Stampa Federale per addestrare su che cosa si possa dire e cosa no. Alla luce di queste informazioni, che fanno supporre simili strutture negli altri paesi dell’UE, la quasi totale conformità della narrazione dei media non sorprende, né meravigliano i loro attacchi ai critici della linea dei governi.

Di questa nuova lista di proscrizione, e della messa al bando del partito di Natalia Vitrenko in Ucraina e di altri 15 partiti all’opposizione, si è parlato durante uno speciale di Database Italia Blog TV andato in onda il 5 ottobre, con Diane Sare, Harley Schlanger e Alessia Ruggeri, che sono su questa nuova lista, ed anche Liliana Gorini, presidente di Movisol, che ha letto la dichiarazione di Natalia Vitrenko ai membri del PSPU ed a tutti gli amici nel mondo. Ecco il video