Il 4 giugno, la Commissione Difesa della Camera dei Rappresentanti USA ha approvato, con 44 voti a favore e 12 contrari, il National Defense Authorization Act (NDAA) per l’anno fiscale 2027. Ora, questo imponente provvedimento legislativo, che comporta una spesa di quasi 1115 miliardi di dollari, sarà sottoposto al voto dell’Aula. Una delle disposizioni più pericolose e controverse dell’NDAA è la Sezione 244, che prevede l’integrazione permanente delle forze armate statunitensi e israeliane. I complessi militare-industriali dei due paesi verrebbero sostanzialmente fusi in un’unica macchina di preparazione alla guerra, che comprenderebbe la pianificazione industriale, la spesa, i collaudi, il finanziamento di start-up militari e le tecnologie informatiche e degli armamenti.
Il deputato democratico Ro Khanna (foto) aveva presentato un emendamento per stralciare la Sezione 244 dal disegno di legge, ma la Commissione l’ha respinto. Nel motivare la sua proposta, Khanna ha affermato che “tutti in America, che siano repubblicani, democratici o indipendenti… vogliono meno cooperazione e meno – non più – assegni in bianco a Israele”. Il deputato democratico ha inoltre sottolineato che il primo ministro israeliano Netanyahu aveva proposto personalmente la nuova strategia in una lettera al deputato sionista Marlin Stutzman.
Il deputato repubblicano Thomas Massie, ex fedele sostenitore di Trump, con il quale ha rotto a causa della guerra e del rifiuto di rendere pubblici i fascicoli su Epstein, ha scritto sui social media: “Mentre gli americani si oppongono a ulteriori aiuti militari a Israele, il Congresso sta inserendo nel bilancio militare (NDAA) qualcosa di ancora più grave e insidioso: l’integrazione delle forze armate statunitensi con quelle israeliane!”
L’opinione pubblica americana è per la prima volta sfavorevole a Israele. L’ultimo sondaggio del Pew Research ha rilevato che il 60% degli intervistati disapprova le azioni di Israele nel sud-ovest asiatico (e ancora di più a Gaza), mentre solo il 37% le approva. Persino il presidente Trump sarebbe “arrabbiato” (o deve far finta di esserlo) con Netanyahu.
Dopo che le forze israeliane hanno ripreso gli attacchi su Beirut nonostante il cessate il fuoco negoziato dalla Casa Bianca, Trump ha ammonito il leader israeliano: “Che c***o stai facendo? Ti odiano tutti!”
L’opposizione a una maggiore cooperazione con l’Israele di Netanyahu è probabilmente la ragione per cui informazioni riservate su una nuova perizia della Defense Intelligence Agency (DIA) del Pentagono sono trapelate alla NBC News e al New York Times lo scorso fine settimana. La DIA classifica la minaccia rappresentata dallo spionaggio israeliano nei confronti di membri del governo americano e personale militare al massimo livello possibile. Secondo il Times, tra i bersagli dello spionaggio ci sarebbero l’inviato speciale presidenziale Steve Witkoff e il massimo responsabile delle politiche del Pentagono, Elbridge Colby, oltre a uno dei principali vice di quest’ultimo.