Riforme istituzionali e legge elettorale: lettera aperta ai sindaci di Lista Civica Italiana

Pubblichiamo un comunicato stampa ricevuto da Lista Civica Italiana in merito alle riforme istituzionali e la legge elettorale

Buon pomeriggio!

Oggi (11 settembre, ndr.) abbiamo inviato tutte le sindache e i sindaci italiani la lettera sugli effetti delle riforme che trovi qui di seguito. L’indice di lettura è stato tra i più alti mai registrati da noi.

Spesso al sabato mattina i sindaci ricevono il pubblico senza appuntamento. L’urgenza è data dal fatto che la discussione è iniziata martedì 8 settembre e dalla settimana prossima inizia la fase decisiva.

Se hai tempo va dal tuo sindaco o prova a telefonargli, chiedigli se ha ricevuto la e-mail (se non l’ha vista fategli vedere questa o rimandategliela) e invitalo caldamente a fare quello che abbiamo chiesto: scrivere al Presidente del Consiglio per dirgli che le riforme stanno per stravolgere la nostra democrazia e che una marea di cittadini non sono d’accordo.

Se hai tempo volantina con noi nelle piazze, parla con la gente e avvisa gli amici.

Constaterai che nessuno ha capito nulla di queste riforme. Trovi i materiali da scaricare qui che rinviano anche ad una petizione da firmare.

Non pensare di essere ininfluente: il mare è fatto di gocce! Stiamo coordinando centinaia di persone a questo scopo. Siamo in tanti anche se non ci conosciamo direttamente (ma arriverà anche il momento 😉 ).

Intanto ti ringraziamo per quanto potrai fare! Buon fine settimana

Lista Civica Italiana

TESTO DELLA MAIL CHE ABBIAMO INVIATO OGGI

Gentile signora Sindaca, egregio signor Sindaco,

con questa comunicazione, considerata la scarsa informazione che circola sulle riforme istituzionali e sulla legge elettorale, vogliamo darLe alcuni elementi tecnici per fornirLe un quadro di ciò che sta avvenendo; a questo scopo ci siamo avvalsi della consulenza dell’avv. Felice Carlo Besostri che ha fatto parte del pool che nel 2014 ha vinto il ricorso alla Corte Costituzionale contro il Porcellum.

Ci rivolgiamo a Lei perché i Comuni, più di ogni altra istituzione, hanno sofferto a causa dei tagli alla spesa pubblica con una forte riduzione dei trasferimenti statali: un processo iniziato con la revisione costituzionale del 2012 dell’art.119 Cost. e consolidato con il patto di stabilità e che sarà rafforzato con il ddl costituzionale attualmente all’esame del Senato.

Le diciamo subito che siamo molto preoccupati per il futuro della democrazia in Italia e, nel caso anche Lei lo sia, Le chiederemmo di intervenire nella sua veste di responsabile della comunità che Lei amministra scrivendo al più presto al Presidente del Consiglio dei Ministri e, con più calma, organizzando incontri formativi / informativi a livello locale.

I tempi sono ristretti perché la discussione formale e procedurale è iniziata in Senato martedì 8 settembre, da lunedì inizia la discussione che porterà alle votazioni, quindi il tempo è poco.

Ognuno di noi può comunque dare il suo contributo, il mare è fatto di gocce!

Ma vediamo i punti che ci preoccupano e che ci paiono oggettivamente validi indipendentemente dal colore politico che può caratterizzare una persona.

Innanzi tutto abbiamo avuto modo di constatare che una martellante campagna informativa mira a convincere gli italiani che l’Italia ha urgente bisogno delle riforme costituzionali e istituzionali ideate dal governo Renzi con l’obiettivo di far “ripartire l’Italia”.

Il messaggio dominante è che la Costituzione non funziona e che il solo fatto di “fare riforme” è positivo: ci pare un modo un po’ approssimativo di affrontare un tema così delicato.

Nessuno dice che la Costituzione non è stata ancora di fatto attuata. Tanti fondamentali articoli che avrebbero migliorato la vita dei più deboli o la qualità della nostra democrazia sono rimasti inapplicati come ad es. l’art 53 sulla tassazione progressiva e in base alla capacità contributiva di ognuno o l’art. 49 sui partiti politici per un sistema politico democratico.

Le “riforme” della Costituzione e del sistema elettorale avranno questi effetti:

  1. “annacquano” la nostra democrazia e sminuiscono l”efficacia degli organi di garanzia della Repubblica

  2. ostacolano ancora di più la partecipazione dei cittadini alla definizione delle politiche nazionali dopo averli già privati (vedi legge Del Rio) della possibilità di eleggere i rappresentanti delle province e delle città metropolitane.

  3. predispongono l’Italia, sottoposta ad un governo, “forte” alla svendita dei proprio patrimonio (industrie, paesaggio, beni artistici, ecc.) alla finanza internazionale senza che i cittadini possano intervenire. La vicenda della Grecia insegna.

  4. espongono il nostro sistema di governo all’enorme pericolo che una grande multinazionale o poteri criminali dotati di disponibilità economiche possano partecipare indirettamente alla campagna elettorale diventando di fatto i padroni dell’Italia.

L’attuale riforma costituzionale che toglie ai cittadini l’elezione del Senato e che sottrae alle Regioni il governo del territorio, unita alla riforma della legge elettorale Italicum (fortemente maggioritaria e di sospetta costituzionalità alla luce della sentenza n. 1/2014 sul Porcellum), producono un “premierato assoluto”, cioè un uomo solo al comando, con:

  1. una eccessiva concentrazione di potere nelle mani del Governo e del suo capo che ha naturalmente il potere esecutivo e indirettamente il potere legislativo unito alla possibilità di determinare la nomina del Presidente della Repubblica, dei componenti della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura, che sono organismi di garanzia indispensabili per il buon funzionamento della nostra democrazia.

  2. un Senato fantoccio senza autonomia e non più eletto dai cittadini. 100 senatori a “mezzo servizio” non sono un contrappeso sufficiente ad una Camera di 630 deputati con un 55% di membri nominati di fatto dai vertici dei partiti.

  3. un unico partito “del premier” reso “artificialmente” forte che rappresenterà di fatto una piccola minoranza di elettori e che dominerà la Camera dei deputati. Tutto ciò a causa dell’assurdo premio di maggioranza previsto al ballottaggio: una vera truffa ai danni degli italiani, che può premiare una singola lista politica in misura maggiore di quella prevista dalla famosa “legge truffa”! Allora per avere il premio in seggi si doveva avere la maggioranza assoluta dei voti.

Un esempio per convincerLa.

Se al ballottaggio dovessero partecipare un partito con il 20% e un altro con il 19%, il partito vincente otterrebbe il 55% dei seggi e così una minoranza con al massimo il 20% dei consensi governerebbe l’Italia senza adeguati contrappesi.

Nota bene che si tratta del 20% di chi è andato a votare e attualmente, a causa dell’astensionismo, è solo il 60% degli aventi diritto al voto! Se anche il partito vincitore avesse il 30% il premio di maggioranza sarebbe abnorme, perché prenderebbe 340 seggi invece di 189: un regalo di 151 seggi! In questo modo il partito che vince potrebbe applicare all’Italia la propria “visione” (es. solo di sinistra, di destra, religiosa ecc.) e un enorme numero di persone non sarebbe rappresentato nella definizione delle leggi con le conseguenti fortissime tensioni sociali.

In sostanza le riforme di Renzi annullano la centralità del Parlamento e la sua fondamentale funzione di organo per una libera ed equilibrata discussione di leggi coerenti con le indicazioni espresse con il voto da tutti gli elettori.

La “fiducia”, dopo questo stravolgimento, non verrebbe più data da un Parlamento libero ed eletto dai cittadini al Governo, ma da un Parlamento vincolato al Capo del Governo – che di fatto nomina la maggioranza dei deputati – al Governo stesso. Un vero circolo vizioso! Un diabolico capolavoro contrario alla democrazia!

È necessario fermare questo processo antidemocratico riportando l’esercizio dei poteri nell’ambito della nostra Costituzione che prevede che Senato e Camera siano eletti direttamente dalle cittadine e dai cittadini.

E’ necessario che la riforma costituzionale attualmente in discussione al Senato venga ripensata per rendere più efficiente il parlamento diversificando, ad esempio, i ruoli di Camera e Senato: questa è la vera riforma del bicameralismo.

Questo attuale Parlamento – eletto con il Porcellum, la legge elettorale giudicata illegittima dalla Corte Costituzionale perché non rispecchia la volontà degli elettori – non ha il diritto di modificare, a colpi di una risicata maggioranza sotto ricatto dello scioglimento, le fondamentali regole che garantiscono i diritti di tutti i cittadini.

Tra l’altro una eventuale bocciatura della legge elettorale da parte della Corte Costituzionale renderebbe ingestibili le elezioni e il nuovo sistema elettorale, concepito per un sistema con una sola Camera.

Le chiediamo quindi quindi, nel caso condividesse questa nostra analisi, di far sentire il suo deciso dissenso al primo ministro Renzi, chiedendo loro di tutelare la democrazia, senza cedere al ricatto dello scioglimento delle Camere, decisione che peraltro non spetta al Capo del Governo.

In questa occasione siamo convinti che una sua lettera oggi valga più di cento commemorazioni del 25 aprile.

Sperando di esserLe stati utili e fiduciosi in un suo intervento le inviamo cordiali saluti

Lista Civica Italiana