Ray McGovern: il Russiagate è una frode, urge un’inchiesta sull’FBI

L’ex analista della CIA Ray McGovern, un membro fondatore dei VIPS, è stato intervistato dal LaRouche PAC il 28 luglio sulle implicazioni del loro recente memo e in particolare perché urga un’inchiesta sul ruolo dell’FBI (vedi notizia accanto).

Una volta rivelato che i computer del DNC avevano subito un “attacco di hacker”, sostiene McGovern, l’FBI avrebbe dovuto essere incaricata di condurre un’inchiesta, soprattutto visto che funzionari ad alto livello al governo e al Congresso definivano la presunta “ingerenza” un “atto di guerra”. L’allora direttore dell’FBI James Comey sostenne che il DNC si era rifiutato di concedere l’accesso ai suoi calcolatori, e aveva consentito di farlo solo all’impresa privata CrowdStrike. Tutte le “valutazioni” successive si sono basate su quanto fu rilevato da un’impresa privata pagata dal DNC.

E l’FBI accettò tutto questo? Secondo Ray McGovern, Comey “è colpevole di dolo e non soltanto di negligenza”. La gente urla che si tratta di un atto di guerra e lui se ne sta tranquillo e dice “non voglio mandare i miei tecnici sul posto”. Le implicazioni sono ovviamente che temeva di trovare informazioni che lui e il Deep State non volevano venissero trovate.

Quando gli viene chiesto quale sia lo scopo di tutta questa russofobia, McGovern dice che inizialmente “era il tentativo di incolpare i russi per aiutare Hillary ad essere eletta. Quando non è stata eletta hanno pensato ‘Toh, possiamo ancora usare questa roba. Come possiamo usarla? Per mostrare che Hillary non ha perso le elezioni; non è possibile che non fosse una brava candidata, o che nessuno avesse fiducia in lei, sono stati i russi'”.

E ora il loro “obiettivo non solo è quello di delegittimare Trump, ma di mantenere alta la tensione con la Russia in modo che non possa esservi una vera distensione”.
È stato creato “un costrutto artificiale” per fare di “Vladimir Putin l’incarnazione del diavolo”. Donald Trump vuole parlare con Putin. Tutti dicono “no, questo non va bene”. Poi parla con Putin, e che cosa succede? Ottiene un cessate il fuoco in Siria! Non tutta la Siria, ma una buona fetta della Siria. La stampa ne parla? No, magari nelle pagine interne.

Di fatto, aggiunge, chiunque abbia interesse a mettere fine alla carneficina in Siria dovrebbe applaudire Trump e le altre forze che stanno combattendo l’ISIS, “non solo i russi, ma anche i siriani, i turchi e gli iraniani”.

McGovern approva la decisione di Trump di prendere di petto la CIA, mettendo fine al “programma” dell’ente in Siria, che costava miliardi di dollari. Ricorda il monito del Sen. Charles Schumer il 3 gennaio scorso secondo il quale, se un Presidente o un politico “prende di petto la comunità di intelligence, questa ha mille modi per fartela pagare”.