L’EIR si mobilita per porre fine all’attacco di NATO e Ucraina contro la libertà di parola

Il 7 settembre, la rivista online EIR ha promosso una conferenza stampa per denunciare e chiedere il taglio dei finanziamenti occidentali agli enti governativi ucraini che hanno pubblicato “liste di proscrizione” contro chiunque sostenga che è in corso una guerra per procura tra Nato e Russia. Sono intervenuti importanti giornalisti, ufficiali, ex funzionari di intelligence e attivisti per la pace, che sono stati diffamati come “terroristi dell’informazione” e “criminali di guerra” dal “Comitato per la lotta alla disinformazione” del governo ucraino.
È stata identificato anche un secondo ente, “Mirotvorets”, che ha pubblicato quella che i professionisti dell’intelligence hanno definito una “kill list”, dato che alcune persone elencate sono già state assassinate, come la giornalista e attivista russa Darya Dugina, uccisa da un’autobomba il 20 agosto. I relatori hanno sottolineato che, benché i due enti operino sotto l’egida del governo ucraino, o siano in qualche modo ad esso collegati, i finanziamenti e le direttive provengono da organismi statunitensi, britannici e della NATO, che dirigono le sessioni di pianificazione diretta con gli operatori del CCD e di Mirotvorets. Ciò è stato confermato in occasione di un evento tenutosi a Kiev l’1 e il 2 settembre, al quale hanno partecipato i rappresentanti di 24 nazioni (vedi SAS 36/22), nessuno dei quali si è espresso contro le palesi minacce contro la libertà di espressione, ossia la censura con minacce di morte.
Tra i principali relatori intervenuti alla conferenza stampa vi erano il Col. Richard Black (foto, ex Marine e capo del Dipartimento di Diritto Penale dell’Esercito degli Stati Uniti, nonché ex membro del Senato dello Stato della Virginia), Scott Ritter (ex ufficiale dei servizi segreti dei Marine ed ex ispettore delle Nazioni Unite per le armi in Unione Sovietica e in Iraq), Ray McGovern (ex funzionario della CIA e cofondatore del Veteran Intelligence Professionals for Sanity – VIPS), e Diane Sare, candidata indipendente al Senato degli Stati Uniti per lo Stato di New York.
È intervenuta anche Helga Zepp-LaRouche, fondatrice e presidente dello Schiller Intitute. Altri relatori hanno raccontato le loro vicende ed espresso sdegno per essere stati presi di mira da coloro che, in nome della lotta alla “disinformazione”, in realtà la promuovono, mettendo a tacere il dibattito e difendendo i neonazisti che hanno fondato queste istituzioni per coprire la loro agenda omicida.
Alla conferenza stampa dell’EIR hanno partecipato giornalisti provenienti da Germania, Russia, Italia, Argentina, Messico, Stati Uniti e Romania. Altri giornalisti hanno monitorato l’evento e Consortium News, RT e i media peruviani hanno trasmesso in live-streaming l’intero evento.
Il 10 settembre, alla conferenza internazionale dello Schiller Institute, ha fatto seguito una tavola rotonda dal titolo “Difendere il diritto di farsi un’opinione! Prendiamo posizione contro le liste di proscrizione e la soppressione della ricerca della verità”. Agli interventi è seguita una discussione approfondita, che ha messo in luce le pericolose implicazioni del rimanere in silenzio di fronte a un approccio così brutale volto a mettere a tacere chi cerca la verità e gli attivisti per la pace.
I video dei due eventi sono disponibili sul sito dello Schiller Institute.