Lo Schiller Institute ha lanciato un appello per una mobilitazione internazionale urgente volta a fermare la guerra contro l’Iran e la sua potenziale escalation, che potrebbe arrivare fino all’uso di armi nucleari. In una lettera aperta a Papa Leone XIV datata 9 marzo, la presidente dello Schiller Institute, Helga Zepp-LaRouche, esorta il Santo Padre, nello spirito del grande cardinale Nicola Cusano, ad adoperarsi per riunire i leader religiosi di tutte le fedi e tutte le persone, credenti o non credenti, affinché “si facciano avanti in difesa della pace”.
Lo stesso Papa Leone ha lanciato nuovamente un accorato appello per porre fine alla “atroce violenza della guerra” il 15 marzo, denunciando coloro che “invocano il nome di Dio per giustificare queste scelte di morte”. Si tratta di un riferimento ovvio, sebbene non esplicito, ai numerosi “sionisti cristiani” e messianisti della “fine del mondo” che hanno acquisito un’influenza schiacciante nell’amministrazione Trump.
Il caso più eclatante è quello del Segretario alla Guerra Pete Hegseth (foto), che si considera il leader delle “Crociate” moderne, al punto da avere l’emblema dei crociati tatuato sul petto. All’inizio dell’attacco all’Iran, ha dichiarato che l’America avrebbe vinto “in modo devastante e senza pietà”. Questo, ha detto, non è mai stato inteso come un combattimento leale: “Li stiamo colpendo mentre sono a terra, ed è esattamente così che dovrebbe essere”. Non c’è certamente nulla di cristiano in quel messaggio. Inoltre, Hegseth è direttamente responsabile della soppressione delle misure di salvaguardia nelle Forze Armate contro i danni alle popolazioni civili.
Nel frattempo, è stato riferito da fonti attendibili che nelle cerchie più strette del presidente Trump nessuno osa mettere in discussione le sue posizioni o avanzare una proposta diversa. La negazione della realtà viene così imposta. Ma a un certo punto, Donald Trump dovrà riconoscere che il suo piano non ha funzionato, pur dichiarando una sorta di “vittoria”.
Nel frattempo, in Israele, i fanatici religiosi che credono che Dio abbia assegnato loro molto più territorio di quello che hanno ora, stanno portando avanti la loro causa di un “Grande Israele”. Dopo aver raso al suolo Gaza, aver ucciso o sfollato la maggior parte della popolazione palestinese e aver progressivamente preso il controllo della Cisgiordania, Israele ha sistematicamente bombardato il sud del Libano, compresa la capitale Beirut, rendendo impossibile il ritorno delle popolazioni arabe. Per il momento, le profezie predicate sia dai sionisti cristiani che dai fanatici israeliani sembrano coincidere, ma per i primi la battaglia finale di Armageddon comporterà anche l’uccisione, o la conversione, di tutti gli ebrei…
C’è urgente bisogno di riportare un po’ di buon senso in questa situazione e la mobilitazione lanciata dallo Schiller Institute sta contribuendo a questo scopo. Appelli simili sono stati lanciati dall’interno della Chiesa cattolica, tra cui quello del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha invitato i leader di tutte le religioni ad agire “con audacia” alla ricerca di soluzioni per porre fine alla guerra. Il cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago (città natale di Leone XIV), ha criticato aspramente la guerra contro l’Iran e il modo in cui viene presentata, “come uno scenario per il nostro divertimento”, così come ha fatto il cardinale McElroy di Washington. Il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco, in un discorso tenuto all’assemblea plenaria del Consiglio diocesano dei cattolici di Monaco nel fine settimana del 14-15 marzo, ha dichiarato che “Secondo i criteri della dottrina sociale della Chiesa cattolica, si tratta di una guerra illegittima che non possiamo accettare”.
Firmate la lettera di Helga Zepp-LaRouche a Papa Leone all’indirizzo: https://schillerinstitute.com/blog/2026/03/10/.