La City di Londra teme che il Congresso USA approvi la legge Glass Steagall

L’introduzione al Senato americano di un disegno di legge per il ripristino della legge Glass-Steagall sulla separazione bancaria, nel contesto di dichiarazioni interpretate come un sostegno da parte di personaggi chiave della Casa Bianca, ha provocato una ridda di reazioni di panico nei media britannici, cui hanno fatto eco quelli americani che promuovono la campagna secondo cui il Presidente Trump sarebbe controllato da Vladimir Putin.

Il disegno di legge al Senato (S.881), presentato dalla senatrice democratica del Massachusetts Elizabeth Warren, ha altri quattro firmatari. Il più importante tra loro è Maria Cantwell (nella foto) dello Stato di Washington, che è impegnata attivamente in un dialogo con funzionari dell’Amministrazione di Trump per arrivare alla separazione bancaria e ha lanciato un appello per una mobilitazione pubblica a sostegno del disegno di legge.

Questo è stato troppo per il Financial Times, organo della City di Londra, che ha reagito con articoli pubblicati il 10, il 13 e il 17 aprile che ripetono tutti lo stesso mantra: 1. La legge Glass-Steagall probabilmente non passerà (se è così, perché sprecare tanto inchiostro ad attaccarla?) 2. Se dovesse passare, sarebbe “invasiva,” “distruttiva” e metterebbe in moto una “conflagrazione” (in effetti, il suo scopo è proprio quello di porre fine alla frenesia speculativa degli operatori finanziari, dei gestori di hedge fund e di tutte le altre operazioni bancarie ombra, che creano superprofitti per i banchieri negando credito all’economia reale!) 3. La legge Glass-Steagall non avrebbe comunque impedito il crac del 2008.

Quest’ultimo punto, promosso da tutti i centri studi della City di Londra e di Wall Street, come la Heritage Foundation e il Cato Institute, è una frode. Nega infatti il coinvolgimento delle banche commerciali nell’alimentare la bolla immobiliare.

Non sorprende che il Washington Post abbia pubblicato due editoriali, uno il 19 aprile e l’altro il 22 aprile, in cui ripete le stesse assurdità. Si è loro unito il 21 aprile il New York Times, definendo la legge Glass-Steagall una delle “tante idee sciocche che circolano a Washington” e sostenendo che non sia stata approvata nelle passate legislature “perché è una pessima idea” (e non perché i lobbisti delle banche Too Big to Fail hanno speso milioni per bloccarne l’approvazione). L’articolo conclude che regolamentare le banche sarebbe una “nozione assurda e sorpassata”!

Per questi diffusori di fake news, la legge Glass-Steagall è una minaccia per il genere umano tanto quanto il dialogo tra Trump e Putin! In realtà, è una minaccia solo per coloro che stanno facendo di tutto per tenere in piedi un sistema finanziario in bancarotta.