Jacques Cheminade raduna i sovranisti dietro una bandiera neogollista

Negli ultimi mesi, Jacques Cheminade, presidente di Solidarité & Progrès, si è adoperato per far sì che i cosiddetti “piccoli” candidati sovranisti alle presidenziali francesi creino una piattaforma comune, dalla quale possa emergere una candidatura unitaria con un programma specifico volto ad eliminare il potere dell’oligarchia internazionale e dei suoi complici francesi. Il 25 settembre S&P ne ha riuniti tre in un dibattito pubblico: François Asselineau (UPR), Djordje Kuzmanovic (République souveraine) e Fabrice Grimal (Concorde 2022). Anche se nessuno dei tre accetta a questo punto di annullare la propria candidatura a favore di una candidatura unitaria, sono tutti d’accordo che il vero nemico è l’oligarchia finanziaria sovrannazionale che sta saccheggiando l’economia e il popolo.
Nel discorso di apertura, Jacques Cheminade si è detto soddisfatto per il fatto che tutti i presenti rappresentassero, ognuno a suo modo, la causa della sovranità della Francia e quindi la causa dell’umanità. Battersi per l’unità non è semplice, ha detto Cheminade, ma è necessario per evitare che le prossime elezioni degenerino in un semplice scontro dominato dagli ego personali.
François Asselineau ha messo in guardia contro gli sforzi per eliminare i temi reali dalle elezioni. Lo slogan principale dell’UPR è per un “triplo ritiro”, dall’UE, dall’euro e dalla NATO. Se le forze politiche si rifiutano di discutere questi temi, ha detto, verranno affrontate solo questioni secondarie. È quello che i candidati “principali” stanno già facendo: Anne Hidalgo, sindaco di Parigi, chiede di ridurre la velocità in autostrada a 110km/h, Valérie Pecresse, della regione di Parigi, chiede che vengano vietati i burkini in spiaggia, mentre la proposta principale di Eric Zemmour è di vietare che si battezzino i neonati col nome di Mohamed! Asselineau ha notato che nella storia di oggi, la nazione sta cercando di riaffermarsi contro l’oligarchia finanziaria sovrannazionale.
Djordje Kuzmanovic, un ex militare con esperienza in Afghanistan e in Africa, ha posto al centro della sua campagna i temi della sovranità e del debito. L’oligarchia internazionale vive del parassitismo sul debito pubblico, ha detto. Per chiarire il punto, ha ricordato come la prima cosa che la Commissione europea ha fatto, dopo il no della Grecia all’UE, è stato quello di inviare agenti per rubare le conclusioni della Commissione greca su chi detiene il debito pubblico!
Infine, anche Fabrice Grimal ha chiesto il ritiro dall’euro e la creazione di una Banca nazionale di Francia al posto della BCE e sostenuto la separazione tra banche commerciali e banche d’affari per frenare la speculazione finanziaria.
La sessione pomeridiana della conferenza è stata dedicata alla situazione strategica internazionale, con gli interventi, oltre a Cheminade, della presidente dello Schiller Institute Helga Zepp-LaRouche (nella foto sul podio con Cheminade) e del professor Bassam el Hachem dell’Università del Libano.