Istituto austriaco propone la Via della Seta Europea dall’Atlantico agli Urali

Il governo austriaco, che ha assunto dal 1 luglio la presidenza di turno dell’UE, ha già indicato l’intenzione di indire un vertice speciale UE-Africa entro la fine dell’anno e di operare per allentare le sanzioni imposte contro la Russia. Vienna potrebbe anche promuovere un importante progetto infrastrutturale, se adottasse la proposta di una Via della Seta Europea pubblicata il 2 luglio dall’Istituto di Vienna per gli Studi Economici Internazionali (WIIW). Stando agli autori, il progetto potrebbe creare fino a 7 milioni di nuovi posti di lavoro per la costruzione di infrastrutture quali ponti, ferrovie, autostrade e porti fluviali e marittimi.

Lo studio si concentra su due rotte principali che collegheranno l’Europa Occidentale e quella Orientale. L’asse principale va da Lione a Mosca e potrebbe estendersi verso Sud-Ovest fino a Barcellona e Lisbona e verso Est a Oral, passando per Niznij Novgorod e Samara. La seconda rotta va da Milano al porto rumeno di Costanza sul Mar Nero, passando per Zurigo, per le regioni altamente industrializzate del Sud della Germania, lungo la valle del Danubio fino a Vienna, Budapest e Bucarest. Attraverso il Mar Nero potrebbe arrivare ai porti russi di Novorossijsk e Volgograd, così come ai porti georgiani di Poti, Tblisi e Baku sul Mar Caspio.

Nell’illustrare lo studio di cinquanta pagine, il membro del consiglio del WIIW Dionys Lehner ha dichiarato che se l’Europa ha trovato ingenti fondi per stabilizzare il sistema bancario in crisi dal 2008, non dovrebbe negare fondi per il finanziamento di progetti infrastrutturali di questa importanza. In particolare, i vantaggi derivanti da tale programma potrebbero portare a oltre 300 milioni di euro di nuove esportazioni verso la Russia per l’economia austriaca.

È interessante il fatto che il rapporto del WIIW sottolinea il ruolo del settore pubblico nello sviluppo delle infrastrutture, come dimostra la storia dei Paesi industrializzati in Europa nella seconda metà del XIX secolo. Questo principio, nota l’istituto viennese, è particolarmente importante per i Balcani, che sono entrati nell’era industriale molto in ritardo rispetto agli altri Paesi europei e sono quindi indietro nella costruzione di mezzi di trasporto efficienti.

Il Ministero dei Trasporti austriaco ha risposto prontamente all’iniziativa del WIIW. Due giorni dopo la conferenza stampa di quest’ultimo, il ministro dei Trasporti Norbert Hofer (nella foto) ha dichiarato che la Nuova Via della Seta sarà di grande beneficio per tutta l’Europa. Hofer ha proposto di “pensare in grande”, non limitandosi all’Europa centrale, ma dedicandosi al potenziale di tutta la sfera economica europea. “Quando ho visitato la Cina in aprile, ho firmato una dichiarazione vincolante sulla Via della Seta. Con questo, siamo di nuovo i primi a muoverci a livello europeo”, ha aggiunto.