Draghi ricatta l’Italia che vuole abbandonare l’Euro

Riflettendo un cambiamento radicale, il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha per la prima volta ammesso la possibilità di uscire dall’Euro. Lo ha fatto, implicitamente, rispondendo per iscritto agli europarlamentari Marco Zanni e Marco Valli. La lettera di Draghi ai due nostri connazionali ha riempito le prime pagine della stampa finanziaria internazionale il 23 gennaio scorso.

Draghi, tuttavia, ha stimato che l’Italia dovrebbe pagare 359 miliardi di euro per uscire: si tratta di un ricatto che prende in considerazione l’ammontare attuale del debito italiano nel sistema di saldi Target2 tra le banche centrali nazionali del cosiddetto “Eurosistema”. “Se un Paese dovesse abbandonare l’Eurosistema, i crediti e le passività della sua banca centrale nazionale nei confronti della BCE dovrebbero essere regolati integralmente”, ha scritto Draghi.

Target2 è il sistema di saldi dei pagamenti transfrontalieri tra le banche centrali nazionali del sistema della moneta unica. Esso riguarda il cosiddetto “denaro della banca centrale”, ovvero i pagamenti non legati al credito commerciale.

Rispondendo a Draghi, Marco Valli ha definito il debito previsto dal Target2 “illegittimo e tecnicamente confutabile”, secondo quanto ha riferito Il Tempo di Roma. Quel debito “è stato causato da chi ha voluto tenere in piedi il progetto [dell’]euro a tutti i costi. Paghino quindi Romano Prodi, Mario Draghi, tutti i Governi che l’hanno difeso e gli altri promotori di questa sciagura. Gli italiani non hanno mai votato per sostenere la moneta unica. Da tempo in Europa chiediamo un dibattito per la dissoluzione concordata e ordinata dell’Eurozona, vista l’impossibilità tecnica e politica di portare avanti un progetto valutario comune sostenibile”.

Valli, tuttavia, ha detto di essere contento che Draghi abbia aperto il dibattito.

“Fino a ieri era tabù anche solo pensare” di abbandonare l’Euro “ma da oggi il ‘whatever it takes’ a quanto pare non vale più. Mario Draghi indirettamente ha ammesso, con una velata minaccia, che un Paese può lasciare l’Eurozona”.

Intervista del LaRouche PAC con Marco Zanni

Mario Draghi “Saves the Queen”!

Nella stessa lettera di risposta, il presidente della BCE Mario Draghi ha rivelato che la metà delle risorse impiegate nel Programma di Acquisto di Attività (PAA, APP nell’acronimo inglese) della BCE è stata usata per salvare la City di Londra!

Il programma PAA/APP opera in modo che la BCE acquisti dalle banche una parte delle obbligazioni statali, societarie e asset-backed, in modo da fornire loro liquidità. La BCE non acquista quei titoli direttamente, tuttavia; lo fa invece attraverso le banche centrali nazionali (il cosiddetto “Eurosistema”). Le banche ricevono la liquidità immediatamente dalla BCE e la contabilità tra le banche centrali nazionali (BCN) è ristabilita tramite il sistema dei saldi intitolato “Target2”.

Draghi ha riferito che “Quasi l’80% delle obbligazioni acquisite dalle BCN nel quadro del PAA è stato ceduto da controparti non residenti nello stesso paese della BCN acquirente e circa la metà degli acquisti è stata effettuata da controparti situate all’esterno dell’area dell’euro, che per lo più accedono al sistema di pagamento Target2 soprattutto tramite la Deutsche Bundesbank”.

Per spiegarsi meglio, Draghi s’è riferito, nella sua lettera, al rapporto mensile della BCE del marzo 2016, nella quale scrisse: “Gli istituti di credito situati all’esterno dell’area dell’euro partecipano al sistema Target2 tramite un eurosistema delle BCN, non ultimo il caso delle principali banche internazionali operanti nella City di Londra”.

Così risulta che la BCE ha finora fornito alle banche europee 1,4 migliaia di miliardi di liquidità con un programma di acquisti che continuerà almeno per tutto il 2017, in modo che alla fine dell’anno le banche avranno ricevuto un totale di 2 mila miliardi di euro, il che significa che la City di Londra avrà ricevuto quasi mille miliardi, per il tramite della Bundesbank, dalla Banca Centrale di Draghi!

L’economista e statista americano Lyndon LaRouche, ha commentato la rivelazione suggerendo che sia posta la dovuta enfasi sull’aspetto più rilevante della questione discussa nella lettera di Draghi: abbiamo qui un ulteriore segno della vera e originaria natura del cosiddetto “progetto europeo” imposto alla Germania da Margaret Thatcher e François Mitterrand nel 1989.

La lettera di Draghi agli europarlamentari Zanni e Valli