Concerto a Roma per la prima volta con piano e orchestra accordati al La=432 Hz

Il primo novembre si è tenuto a Roma un importante concerto per pianoforte e orchestra, con il pianista Sebastiano Brusco e la nuova orchestra Harmoniae Aureae che hanno eseguito opere di Mozart e Haydn al La=432, il cosiddetto diapason scientifico voluto da Giuseppe Verdi nel 1884, e per il quale lo Schiller Institute si batte fin dalla prima conferenza alla Casa Verdi a Milano nel 1988. Riceviamo e pubblichiamo volentieri l’articolo del pianista Sebastiano Brusco sul concerto.

di Sebastiano Brusco
La fruizione della musica è oggi estremamente influenzata dal nostro stile di vita frenetico e poco riflessivo. Ciò non permette il giusto stato d’animo per aprire la mente a recepire in pieno le emozioni che la musica può darci. ​
Questo è particolarmente vero per la musica classica e, in generale, per la musica che ha come fine non un semplice intrattenimento, ma una profonda espressione dei sentimenti e della creatività umana.

La registrazione, ancora in corso, dell’integrale delle sonate per pianoforte di Mozart per la prima volta registrate con l’ ”Accordatura Aurea” (La = 432 Hz) con un pianoforte moderno, mi ha portato a formare questa nuova orchestra che si chiama “Harmoniae Aureae”. Si tratta di una filosofia artistico-interpretativa, in cui si ricerca la cantabilità e le sottili relazioni e tensioni armoniche, anziché la mera spettacolarizzazione. Si lega altresì maggiormente a una profondità interiore partendo dalla ricerca del Bello e seguendo l’esigenza di trovare una dimensione distaccata dal contesto di logica ansiogena di mercato.
L’orchestra, formata da solisti che risiedono a Roma, è nata in pochissimo tempo e ha debuttato con un concerto il 1 Novembre. Per ritrovare il silenzio che predispone all’attenzione, si è preferita come sede del concerto un luogo che induce una pace interiore, la chiesa barocca di Santa Dorotea in Trastevere, ideale per riportare l’uditorio lontano dal caos e dai rumori con cui siamo costretti a convivere.
La vera novità risiede nel fatto che abbiamo accordato gli strumenti (pianoforte incluso) a una frequenza diversa da quella odierna che necessita invece di andare incontro a un pubblico iperattivo e si è assestata con il La a 440 / 442 hz e persino oltre. Queste frequenze così alte sono eccessive e, non partendo da una base neutra, condizionano l’ascolto e l’esecuzione; in particolare quest’ultima, oltre a essere meno armoniosa, risulta più frenetica e tende ad accelerare i tempi, perdendo quel senso di sublime naturalezza che con un diapason più basso si riesce invece ad avere.
Abbiamo scelto l’accordatura con il La a 432 hz (chiamata anche accordatura aurea) perché tra le varie frequenze questa è quella che si avvicina di più alle note che ciascuno di noi ha in “mente”, poiché è quella che si avvicina di più alla proporzione delle vibrazioni sonore della materia di cui tutto l’universo è composto, che è la frequenza di vibrazione degli elettroni: 8hz, per questo è anche chiamata in inglese “Scientific Tuning” o diapason scientifico.

Infine si aggiunge anche un significato filologico quando la musica è scritta da autori vissuti in epoche passate in cui usavano queste accordature, come in questo caso Mozart e Haydn, probabilmente epoche in cui non si viveva in questa velocità frenetica e si sviluppava una sensibilità che permetteva maggiore attenzione ai dettagli.

Gli obiettivi che ci siamo posti sono quelli di ritrovare il pieno piacere dell’ascolto attraverso un percorso di sensibilizzazione a queste piccole ma fondamentali attenzioni che fanno la grande differenza nella ricerca del Bello e del Sublime nella musica e, a giudicare dal successo che il pubblico ha decretato e i numerosi commenti d’apprezzamento, l’obiettivo è stato pienamente raggiunto. Tutti i presenti, sia esecutori che il pubblico, composto anche da musicisti, hanno avuto pieno convincimento della differenza e del maggior piacere che si ha nell’ascolto della la musica con questa accordatura e dal piacere che riescono gli esecutori a trasmettere suonando e ascoltando un suono più dolce ed armonioso dai propri strumenti.