Biden inaugura la svolta autoritaria negli Stati Uniti

Nelle sue recenti dichiarazioni ed interviste, la presidente dello Schiller Institute Helga Zepp-LaRouche ha usato toni duri riguardo agli sviluppi successivi al 6 gennaio negli Stati Uniti, definendoli “una spinta verso un nuovo fascismo”. Secondo la signora LaRouche, i disordini avvenuti a Capitol Hill sono una specie di “incendio del Reichstag”, una provocazione per giustificare nuove misure draconiane di sicurezza, tese a criminalizzare chiunque si opponga alla politica annunciata dal governo Biden, in special modo all’imposizione di una politica economica schachtiana all’insegna del “Grande Reset”.
Il riferimento a Schacht, l’uomo scelto dal governatore della Banca d’Inghilterra Montagu Norman, in collaborazione con Wall Street e la City di Londra, per imporre l’austerità brutale del regime di Hitler, è cruciale. I nazisti usarono l’incendio del Reichstag come pretesto per varare i decreti di emergenza che aprirono la strada all’eliminazione fisica degli oppositori politici e ai campi di lavoro schiavistico, che divennero successivamente i famigerati lager di sterminio. Il risorgere delle politiche di Schacht fu già chiaro al compianto Lyndon LaRouche nel 1971, quando Nixon decise di smantellare il sistema di Bretton Woods voluto da Franklin Roosevelt, decisione che accelerò il declino delle economie transatlantiche nei decenni successivi, fino al collasso in corso oggi.
I primi elementi a disposizione mostrano già che le forze di sicurezza sapevano in anticipo dell’assalto al Campidoglio preparato per il 6 gennaio, iniziato ben venti minuti prima che Trump concludesse il comizio alla manifestazione di Washington. Come può dunque egli essere accusato di “sobillare l’insurrezione” se i facinorosi avevano pianificato in anticipo l’assalto a Capitol Hill? La decisione e il voto di impeachment l’11 gennaio non sono stati solo un errore, ma anche un’orgasmica fuga in avanti che ignora la successione dei fatti. Inoltre, i Democratici al Congresso non si sono chiesti come mai, visto che era stato dato l’allarme in anticipo, anche dall’FBI, i funzionari responsabili della sicurezza alla Camera e al Senato rifiutarono l’offerta del capo della polizia cittadina di inviare rinforzi per la protezione degli edifici. L’odio vetriolico espresso negli interventi al dibattito per l’impeachment di Trump è superato solo da quello rivolto ai suoi sostenitori, etichettati genericamente come “suprematisti bianchi” e “terroristi”, nonostante la stragrande maggioranza della folla a Washington si sia comportata pacificamente.
Se completiamo il quadro con la censura contro Trump e i suoi sostenitori ad opera delle imprese Big Tech (stigmatizzata da leader politici in tutto il mondo, come il Presidente messicano Lopez Obrador e la cancelliera tedesca Merkel) e con le richieste di più aspre misure di polizia, compreso l’arresto preventivo, è evidente che le forze anti-Trump intendono criminalizzare chiunque critichi le loro intenzioni di mettere in atto l’agenda del “Grande Reset” e l’austerità per “salvare il pianeta”. Il risultato sarà, non la pacificazione e un dibattito politico ragionevole, ma l’aumento della polarizzazione e probabilmente della violenza, parte della quale potrebbe essere tranquillamente provocata dagli stessi apparti di intelligence (come era solita fare l’FBI ai tempi del movimento per i diritti civili) magari utilizzando zombie dagli ambienti della destra radicale o dell’estremismo islamico.
Le corporations della City di Londra, di Wall Street e della Silicon Valley, che negli ultimi quattro anni hanno appoggiato il tentativo di rovesciare Trump e hanno sostenuto Biden alle scorse elezioni, sono parte integrante degli stessi circoli dei miliardari di Davos che promuovono il Grande Reset. Già una volta, l’undici settembre 2001, fu utilizzata la tattica dell’incendio del Reichstag per introdurre la sorveglianza di massa e lanciare guerre nei quattro angoli del globo sotto Bush e Obama. Resta da vedere se la stessa tattica funzionerà nuovamente, riuscendo a intimidire 75 milioni di americani che hanno votato per Trump, convincendoli a sottomettersi al regime schachtiano mondiale perseguito da questo establishment in bancarotta.