Assalto frontale ai nostri livelli di vita: sono i miliardari a finanziare i “protettori del clima”

Pubblichiamo un articolo scritto da Helga Zepp-LaRouche, presidente dello Schiller Institute, per il settimanale tedesco Neue Solidaritaet. E’ il primo di una serie di articoli che compongono il dossier “CO2 e genocidio” di prossima pubblicazione anche in italiano.

10 agosto 2019 – Lo sanno tutti, ormai: per il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) la Terra versa in uno stato catastrofico, ma abbiamo ancora qualche margine di manovra. Basta ascoltare la sedicenne svedese Greta Thunberg, icona di questa nuova ondata di lotta ambientalista, o il gruppo Extinction Rebellion (XR), o Dennis Meadows. Non soltanto dovremmo vergognarci di un volo in aereo, ma anche perché mangiamo bistecche, anzi, perché mangiamo; dovremmo smettere di usare automobili, di viaggiare, di riscaldare le nostre abitazioni e dovremmo farlo immediatamente; dovremmo vergognarci di esistere, poiché sarebbe meglio per il clima se la nostra specie non esistesse! Non avete ancora notato che la neve è nera?

Chiunque pensi che l’intero establishment transatlantico, il sistema dei media e le lobby che trasformano in public relations i temi scientifici siano fuori di testa ha ragione. Occorre tuttavia capire quale sia il metodo all’interno di questa follia: le tesi apocalittiche di questo “raggruppamento intergovernativo” vengono proposte con l’intento di indottrinare la plebe sui presunti danni di un circolo vizioso comprendente un’agricoltura “non sostenibile”, il riscaldamento globale e gli eventi climatici estremi, affinché la plebe stessa accetti di rinunciare ai proprî consumi, l’aumento delle tasse per creare un flusso finanziario aggiuntivo a vantaggio dei cosiddetti investimenti “verdi”, forme di governo dittatoriali e – cosa che affermano esplicitamente – la riduzione drastica della popolazione mondiale.

Il rapporto dell’IPCC: vino vecchio in otri nuovi

Il citatissimo rapporto dell’IPCC è un vino stagionatissimo presentato con una nuova etichetta e l’argomento che viene presentato è logicamente riconducibile alla teoria, al contempo semplicistica e falsa, con la quale Thomas Malthus sostenne che, seguendo una successione geometrica, la crescita demografica andrebbe incontro a una più lenta crescita delle risorse disponibili (cibo compreso), che seguirebbe una successione aritmetica. Uno dei neomaltusiani più in vista, Al Gore, aggiunse un cucchiaio di edulcorante, ammettendo che Malthus non potè ovviamente prevedere che l’umanità avrebbe compiuto progressi in agricoltura, potendo dunque accrescere enormemente la quantità di cibo disponibile sulla Terra; ma aggiunse anche un po’ di aceto, offrendo una via d’uscita da questo “dilemma maltusiano”: indicò la colpa dell’Uomo, che firmò faustianamente un patto col demonio, dedicandosi alle rivoluzioni scientifiche.

Così i neomaltusiani della più recente versione (IPCC incluso) si muovono seguendo questa via. Biasimano i risultati della moderna agricoltura, che hanno consentito ad almeno una parte consistente dell’umanità una dieta ricca di proteine e di altri ingredienti importanti: l’accresciuto consumo di carne e tanti altri risultati del progresso scientifico sarebbero cause del cambiamento climatico da eliminare immediatamente; dovremmo subito rinunciare a guidare le nostre automobili, a volare, a usare i condizionatori per rinfrescare l’aria nelle nostre case e nei luoghi di lavoro. La crescita della popolazione dovrebbe essere arrestata; anzi, dovremmo ridurre la popolazione, ritornando ai livelli di vita e di densità demografica pre-industriali: cavalli e carrozze per i ricchi, biciclette per gli altri (che potrebbero anche camminare); sane patate e zuppe d’avena, con l’etichetta di “dieta vegana”.

Chi finanzia i Verdi?

Studiando gli schemi di finanziamento di Greta Thunberg, di Extinction Rebellion (XR) e dei Venerdì per il Futuro (Fridays for Future, F4F, FFF) si evince che i soldi provengono dalle persone più ricche del pianeta. Tra i periferici fondatori di Climate Emergency Fund (CEF) troviamo Rory Kennedy, figlia di Robert Kennedy; Aileen Getty, figlia di John Paul Getty; il “filantropo” Trevor Neilson, la cui carriera lo ha visto collaboratore di Bill Gates, Warren Buffet, George Soros e Ted Turner. Stando al Guardian, il CEF ha già trasferito mezzo milione di euro a XR, promettendo “dieci volte altrettanto”. Breibart ha pubblicato un documento interno di XR che dà conto di altre cinque o sei donazioni da parte di George Soros, della Fondazione Europea per il Clima (European Climate Foundation), della Fondazione Tides (Tides Foundation) e della società Greenpeace Furka Holdings AG, ecc.

Questi soldi, naturalmente, sono come le proverbiali “noccioline” per spesare “attori” nei loro spostamenti su aerei, elicotteri e mega-yacht privati. È vero, Greta è andata a New York in barca a vela per “risparmiare il carburante” e This Is Not a Drill (il “manuale per l’attivista” di XR che in italiano potremmo tradurre in “Questa non è un’esercitazione”) fu approvata nella propria linea editoriale dall’editore Penguin mesi prima della sua pubblicazione ufficiale.

Comunque sia, la conoscenza di queste fonti di finanziamento fa luce sulla falsità di questa “ribellione”. Non siamo di fronte ad un movimento dal basso; il molto rumore intorno a Greta e a XR è il risultato di una propaganda ben oliata e orchestrata, che usa argomenti moderni per stabilire un contesto di opinioni politiche che consentano l’imposizione di dittature fasciste percepite come mali inevitabili.

Non sorprende che uno degli autori del modello informatico alla base dell’infame Limits to Growth (in italiano Rapporto sui limiti dello sviluppo, 1972), Dennis Meadows, lo abbia ammesso con arroganza, in un articolo sul quotidiano francese Libération. Ha scritto che il cambiamento climatico e il consumo delle risorse energetiche fossili stanno distruggendo le basi del modello di società industriale attuale, che i flussi migratorî e le nuove carestie accresceranno il caos planetario e che una cosa può essere imparata dalla storia: che se i popoli sono chiamati a scegliere tra ordine e libertà, essi sempre optano per l’ordine. Le libertà personali sono già limitate, sostiene, e questa tendenza non si arresterà. Anche se questa tendenza non risolverà il problema della cause di questo caos, nel breve periodo per Meadows saranno moltiplicati come pani e pesci, ma in una logica antievangelica, il potere politico e la ricchezza finanziaria di coloro che avranno sostenuto tale deriva autoritaria.

La storia insegna anche altre cose: non è la prima volta che l’oligarchia finanziaria adopera la propaganda per reagire a una crisi finanziaria sistemica, spingendosi a sostenere movimenti fascisti e regimi autoritarî, dittatoriali. Il cartello internazionale che finanziò i nazisti in erba (andiamoda dal governatore della Banca d’Inghilterra Montagu Norman al clan degli Harriman parimenti sostenitore del movimento eugenitico statunitense) è stato ampiamente portato alla luce.

L’eugenetica diventa genocidio a livello globale

La storia si ripete, ma non alla stessa maniera. Quel che fu, un secolo fa, il razzismo dell’eugenetica è, oggi, la dottrina disumana della sovrappopolazione, che Julian Huxley e soci riformularono a nazismo finito, nel 1946, evitando il termine specifico proprio poiché trattare della “politica eugenetica radicale sarà per molti anni impossibile e politicamente e psicologicamente”. La presunta sovrappopolazione viene oggi indicata come la minaccia al Lebensraum, termine adoperato dagli ideologhi della geopolitica nazista, la cui estensione ora copre la Terra intera.

Stiamo parlando della medesima ideologia che fu il terreno di coltura delle milizie fasciste e naziste, che giustificavano i loro atti criminali quali necessarie reazioni al “pericolo comunista” o alle minacce costituite dai “non ariani”. Se davvero al pianeta fossero concessi soltanto diciotto mesi (come hanno dichiarato i reali d’Inghilterra), perché allora un giovane di diciassette o diciotto anni dovrebbe mettersi a combattere la società industriale adoperando tutti i mezzi possibili?

Gli stessi media che ogni giorno ci propongono le esternazioni di Greta, come se fossimo davanti all’elaborazione di Einstein della teoria della relatività generale, mantengono un silenzio di tomba su un paragrafo del manifesto scritto dal sospetto assassino di El Paso. Egli avrebbe ucciso ventiquattro persone e ferite altrettante per motivi che non riflettono affatto le politiche e le dichiarazioni del Presidente americano Trump, piuttosto quelle dei suoi oppositori:

Lo stile di vita americano consente ai nostri cittadini un’incredibile qualità della vita. Il nostro stile di vita, tuttavia, sta distruggendo l’ambiente del nostro Paese. La decimazione [sic] dell’ambiente sta creando un enorme fardello per le future generazioni. Le imprese stanno portando alla distruzione del nostro ambiente praticando una svergognata sovra-estrazione della risorse.
Voglio soltanto dire che amo la gente di questo Paese, ma – Dio vi maledica – la maggioranza di voi è fin troppo inerte per cambiare il proprio stile di vita. Così il prossimo passaggio logico è ridurre il numero di persone che in America usano le risorse. Se possiamo sbarazzarci di un numero sufficiente di persone, allora la nostra way of life potrà diventare più sostenibile.

Non siamo animali! Siamo umani!

La principale falla nell’immagine dell’Uomo racchiusa in questo passaggio è riscontrable in Malthus, nei neomaltusiani e nella vittima Greta: tutti adottarono o adottano l’immagine oligarchica dell’uomo, che considera le masse alla stregua di parassiti, inquinatori, bestie di ogni sorta. Da questo punto di vista sembra logicamente un bene volerne la riduzione.

Ma questa immagine non corrisponde affatto a quel che siamo. L’uomo differisce dalle altre creature in quanto, per la sua innata creatività, può compiere continuamente scoperte di nuovi principî dell’universo fisico e, con gli strumenti del progresso tecnologico e scientifico, ridefinire completamente le risorse primarie dalle quali l’umanità dipende per le proprie sopravvivenza e prosperità. Le principali nazioni che si stanno spingendo nello spazio extra-atmosferico, Cina, Russia, India e Stati Uniti d’America (possiamo aggiungere anche tutte le nazioni europee, tramite l’Ente Spaziale Europeo – ESA) dimostrano che l’umanità è in procinto di creare una nuova piattaforma economica, così come la intendeva Lyndon LaRouche. L’idea di un “villaggio sulla Luna”, ovvero di un insediamento permanente sulla Luna quale trampolino per ulteriori viaggi verso Marte o interstellari comporta la ridefinizione di qualunque cosa l’umanità abbia finora catalogato o immaginato sulla Terra tra le “risorse”.

Il pericolo esistenziale dell’umanità, oggi, non sta nell’imminente catastrofe climatica; piuttosto, sta in una erronea reazione al cambiamento climatico naturale. Soprattutto, esso consiste nella tipica maniera con la quale l’oligarchia neo-liberale, seguendo appunto il proprio percorso degli anni Trenta, sta reagendo alla nuova fase di crisi del proprio sistema finanziario e monetario di estensione mondiale: il sostegno a movimenti fascisti e il tentativo di stabilire dittature, stavolta tinte di verde.

La stessa oligarchia britannica che allora ricorse alle geopolitica per destabilizzare presunti avversari oggi lavora contro la Cina e contro la Russia, cercando di indebolirle a colpi di “rivoluzione colorate” e, se possibile, con “cambi di regime”. Che il Partito dei Verdi tedesco sia uno docile strumento di questa geopolitica è stato adeguatamente dimostrato dal sostegno dell’ambientalista Joschka Fisher alla guerra della NATO in Yugoslavia (1999) e dal sostegno dell’intero partito del dispiegamento delle forze armate di Germania nel Golfo Persico.

Se volessimo dunque imparare dalla storia, dovremmo impedire simili sviluppi. Questo per impedire l’escalation verso la Terza Guerra Mondiale. Abbiamo un urgente bisogno di ritornare all’immagine dell’Uomo nella tradizione abramitica e umanistica, che ci vede come esseri capaci di un infinito perfezionamento intellettuale e morale! Anche se questa è una fede nutrita da una minoranza e non rispettata in Germania, stando alla denuncia dell’artista cinese Ai Weiwei, e in generale in Occidente, essa è in accordo con la realtà della presenza dell’uomo nell’universo.