La tavola rotonda d’emergenza dell’EIR del 15 maggio sul tema «La guerra in Iran e la “disintegrazione controllata” dell’economia mondiale» ha prodotto una sostanziale convergenza che, se perseguita, potrebbe alterare la traiettoria della storia attuale. L’ex primo ministro turco (2014-2016) e ministro degli Esteri (2009-2014) Ahmet Davutoğlu ha illustrato la proposta che aveva presentato su Project Syndicate il mese scorso per una nuova architettura di sicurezza per il Medio Oriente, comprese proposte sullo Stretto di Hormuz, il programma nucleare iraniano, la sicurezza regionale e il popolo palestinese. Ha definito il momento come un terremoto politico che scuote il mondo e ha sottolineato che ciò di cui il mondo ha più bisogno ora è la prevedibilità, una qualità non particolarmente associata all’attuale presidente degli Stati Uniti.
Nel dialogo che è seguito, la fondatrice dello Schiller Institute, Helga Zepp-LaRouche, è intervenuta per chiedere a Davutoğlu se intendesse contattare personalmente le nazioni mediatrici da lui proposte – Turchia, Pakistan, Malesia, Indonesia – e sottoporre loro non solo la sua nuova architettura di sicurezza, ma anche il Piano Oasi di Lyndon LaRouche per lo sviluppo economico nella regione, finanziato da fonti quali i fondi sovrani degli Stati del Golfo. Davutoğlu ha acconsentito e ha approfondito il punto: unire la sua visione geostrategica alla prospettiva di sviluppo economico proposta da Helga Zepp-LaRouche, ha affermato, è l’approccio giusto — la via migliore verso la pace, secondo le sue parole, passa attraverso l’interdipendenza economica.
Il professor Richard Falk di Princeton ha appoggiato questa combinazione. La moralità del mondo intero, ha osservato, viene messa alla prova in questo momento; la risposta non può essere il contenimento o l’attrito, ma una cooperazione sostanziale che vada oltre la diplomazia.
La signora LaRouche ha individuato un’opportunità concreta: la Cina detiene attualmente la presidenza di turno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e ha stabilito che il rilancio della Carta delle Nazioni Unite sia una delle sue tre priorità principali durante tale presidenza. Secondo la sua proposta, questa rappresenta un’occasione immediata in cui portare avanti il piano congiunto Davutoğlu-Oasi. La convergenza a tre della tavola rotonda conferisce alla proposta un sostegno che prima non aveva. (Nella foto l’ex premier turco è il relatore in basso a destra, in alto la signora LaRouche e il Prof. Falk di Princeton).