Il 7 gennaio il New York Community Chorus dello Schiller Institute ha commemorato le 92 vittime del disastro del Tu-154 e in particolare la morte dei 64 membri del famos Ensamble Alexandrov. Il 30 dicembre, il coro aveva già eseguito una cantata di Bach e l’inno nazionale russo di fronte al consolato russo di Manhattan, con enorme risonanza internazionale (vedi).

La decisione di tenere la cerimonia al Memoriale della Lacrima a Bayonne, New Jersey, dirimpetto a Ground Zero dall’altra parte della baia, il 7 gennaio – giorno del Natale ortodosso – era appropriata, perché il “monumento alla lotta contro il terrorismo mondiale” era stato donato agli Stati Uniti dal popolo russo dopo gli attacchi dell’undici settembre. Il direttore del cerimoniale della polizia di New York City, il tenente Tony Giorgio, ha aperto la cerimonia, seguito dagli inni americano e russo. Quindi il vice rappresentante permanente russo all’ONU, Petr Iliichev, ha pronunciato un breve discorso di ringraziamento. Il Capitano Don Haiber ha parlato a nome dei vigili del fuoco di Bayonne, che hanno perso molti membri nelle squadre di salvataggio alle Torri Gemelle.

La presidentessa dell’Associazione dei Familiari delle Vittime dell’undici settembre, Terry Strada, che ha perso il consorte nell’attacco, ha espresso le sue condoglianze e ringraziato nuovamente il popolo russo per aver donato il memoriale. Diane Sare, direttrice del coro dello Schiller Institute, ha dichiarato che “la perdita del coro è stata particolarmente grave, perché chiunque canti in un coro sa che la combinazione delle nostre voci è più grande della somma delle nostre voci individuali”. Sare ha anche letto un messaggio di Helga Zepp-LaRouche, che ha rimarcato che “ricostruire i rapporti tra Russia e Stati Uniti d’America è la precondizione più importante per la soluzione di tutti gli altri problemi del mondo. Se non c’è la pace tra gli Stati Uniti e la Russia, e più che la pace, l’amicizia e uno spirito di cooperazione, il mondo corre un pericolo esistenziale”.