L’attentato terroristico nella metropolitana di San Pietroburgo, il 3 aprile, ha ucciso 14 persone e ne ha ferite 50. Era rivolto chiaramente al Presidente Putin, che si trovava a San Pietroburgo, sua città natale, per incontrare il Presidente bielorusso Alexander Lukashenko. Non c’era stato un attacco terroristico in Russia dal 2010, dall’attentato alla metro di Mosca rivendicato da terroristi ceceni, con 40 vittime e 100 feriti.

Sputnik ha riferito che la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha inviato condoglianze. Il Presidente Trump ha inviato un messaggio di condoglianze, definendo l’attentato “una cosa terribile” e aggiungendo “sta accadendo in tutto il mondo”. Il 4 aprile Putin ha parlato con Trump e la Merkel al telefono, invitandoli ad un maggior coordinamento nella lotta contro il terrorismo.

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha “condannato nei termini più forti il barbaro e codardo attacco avvenuto a San Pietroburgo, nella Federazione Russa, il 3 aprile 2017. I membri del Consiglio di Sicurezza sottolineano l’urgenza di perseguire gli autori, gli organizzatori, i finanziatori e gli sponsor di questi vili atti di terrorismo”.

La presidente di Movisol Liliana Gorini ha così commentato “la Russia viene presa di mira perché sta sconfiggendo l’ISIS in Siria. Il mio cordoglio va alle famiglie delle vittime”.