I dinosauri della geopolitica occidentale non sanno come gestire l’evoluzione

Il discorso al Parlamento del Presidente russo Vladimir Putin il 1 marzo è stato un vero e proprio choc per le élite transatlantiche. Come abbiamo riferito la scorsa settimana, Putin ha presentato le nuove armi che la Russia ha sviluppato per adeguarsi ai sistemi di difesa missilistica installati dagli Stati Uniti e dalla NATO, e renderli addirittura obsoleti. Il suo annuncio ha posto bruscamente fine all’illusione che l’Occidente sia in grado di lanciare un primo attacco nucleare contro la Russia senza tema di rappresaglia.

Esso ha anche costretto gli esperti a prendere atto che Mosca li ha colti di sorpresa e ha spinto quattro senatori americani a scrivere al Segretario di Stato Rex Tillerson, sollecitando l’Amministrazione di Trump ad aprire senza indugio un nuovo round di colloqui strategici con Mosca. I quattro – i democratici Markey, Merkley e Feinstein e l’indipendente Bernie Sanders – riconoscono la necessità di un canale di comunicazione per evitare errori di calcolo.

Un secondo choc per la cricca geopolitica si è avuto l’8 marzo, con l’annuncio che il leader coreano Kim aveva invitato Donald Trump a un incontro da tenersi entro maggio e che il Presidente americano aveva accettato l’invito. Ciò ha spiazzato i critici di Trump, che lo accusano di aver provocato Pyongyang con le minacce di lanciare un attacco nucleare sulla Corea del Nord. Gli oppositori di Trump hanno dovuto ammettere di malavoglia che si trattava di una svolta.

Dietro questo successo diplomatico c’è il buon rapporto creatosi tra Trump e il Presidente cinese Xi Jinping, che si è aggiunto ai tenaci sforzi del Presidente sudcoreano Moon di mantenere il dialogo con il Nord. Il giorno dopo l’annuncio, Trump ha nuovamente parlato con Xi ed entrambi hanno concordato che la prospettiva di un incontro con Kim fosse uno sviluppo positivo e hanno rafforzato l’impegno comune alla piena denuclearizzazione della penisola coreana. Il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha mostrato un cauto ottimismo all’annuncio, definendolo “un passo nella giusta direzione”.

Il riallineamento strategico ora in corso mostra quanto rapidamente il “mondo unipolare” sia destinato a scomparire, nonostante la resistenza dei dinosauri, rappresentati in Europa dai varî Juncker, Draghi, ecc. Il mondo ha bisogno di una nuova architettura di sicurezza che garantisca le grandi e le piccole nazioni.