È giallo sulle regole d’ingaggio dei piloti britannici in Siria

In un articolo dell’11 ottobre sull’International Business Times, Romil Patel afferma che “I piloti della Royal Air Force (RAF) hanno ricevuto l’autorizzazione di abbattere velivoli russi durante le missioni condotte in Siria ed in Iraq, nei casi in cui si sentissero minacciati”. Patel cita un articolo del Sunday Times of London il quale riprende la dichiarazione di una fonte anonima dal Permanent Joint Headquarters (PJHQ) britannico che descrive le nuove regole di ingaggio:

“La prima cosa che il pilota britannico dovrà fare è cercare di evitare situazioni nelle quali è probabile lo scontro aereo… evitando le zone nelle quali sono in corso operazioni russe. Ma qualora venga aperto il fuoco contro un nostro pilota, o qualora il pilota ritenga che questa situazione si possa verificare, egli si può difendere. In questo modo si è venuta a creare una situazione nella quale un singolo pilota, indipendentemente dalla sua nazionalità, può avere un impatto strategico sugli eventi futuri”.

Per facilitare un potenziale incidente di questo genere i Tornado della RAF verranno dotati di missili aria-aria a ricerca di calore, capaci di volare a Mach-3. Questo, scrive Patel, “permetterebbe ai piloti della RAF di abbattere aerei nemici senza diventarne un bersaglio”.

Un’altra fonte non meglio specificata ha dichiarato al Daily Star: “Dobbiamo tutelare i nostri piloti ma oggi abbiamo fatto un altro passo verso la guerra. Sarà sufficiente l’abbattimento di un solo aereo per cambiare interamente tutto lo scenario”.

Il Ministero della Difesa russo ha considerato la notizia così grave da convocare d’urgenza l’addetto alla difesa dell’Ambasciata britannica a Mosca, il quale si è dichiarato non informato sui fatti. Il Ministero degli Esteri inglese ha smentito la notizia questa mattina.

Premesso che per il momento non abbiamo modo di sapere la verità sull’argomento, questi avvenimenti dimostrano quanto pericoloso sia questo clima da guerra fredda. Ciò che ci sembra evidente è che l’Impero Britannico si sia inserito nella breccia per cercare di salvare il suo burattino Barack Obama, il quale è stato completamente aggirato e sconfitto dal presidente russo Vladimir Putin, mettendo così a rischio l’esistenza del sistema britannico.