Cooperazione eurasiatica e Libia all’ordine del giorno della visita di Putin a Roma

Con la visita del Presidente russo Vladimir Putin a Roma il 4 luglio Italia e Russia hanno compiuto un passo ulteriore verso il Nuovo Paradigma. Al centro dei colloqui, la crisi libica e la cooperazione economica. Sul primo tema, Putin e il premier Conte hanno chiesto un immediato cessate il fuoco e la ripresa del dialogo politico tra le fazioni, anticipando così il contenuto della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite approvata due giorni dopo. Durante la loro conferenza stampa congiunta, il Presidente russo ha affermato con enfasi che non sta appoggiando un leader di fazione contro l’altro e ha invitato “coloro che hanno creato il problema”, cioè la NATO, a impegnarsi nella ricostruzione delle istituzioni statali in Libia. La Russia non è seduta alla finestra, ma aiuterà nello sforzo.

Per quanto riguarda la cooperazione economica, il governo italiano ha ribadito la sua convinzione che le sanzioni non siano utili e si è impegnato a lavorare nei prossimi sei mesi per convincere i partner dell’UE a toglierle.

Benché in questa occasione non siano stati conclusi accordi specifici, le opinioni espresse dal sottosegretario allo Sviluppo Economico Michele Geraci (nella foto alla cena con Putin a Roma) sono indicative dell’importanza che Roma dà allo sviluppo delle relazioni economiche con la Russia nel quadro del progetto Belt and Road. Gli è stata rivolta una specifica domanda su ciò in un’intervista per Sputnik e Geraci – che è l’architetto della politica italiana in Cina e ha partecipato alla cena di lavoro con Putin – ha risposto: “La Belt and Road include tutti i nostri partner in Asia, tra cui la Russia e altri Paesi, quindi è un’opportunità per aumentare direttamente il commercio con la Cina, ma anche con qualsiasi altro Paese che si trova in mezzo, lungo la strada, compresa ovviamente la Russia”.

“Ora sto iniziando a estendere il mio modo di vedere l’Europa: quando parlo di partenariato commerciale, parlo sempre meno dell’Europa, e sempre di più della Nuova Eurasia, il blocco eurasiatico dei Paesi con cui possiamo avere una partnership. Facciamo questo con la Russia, lo facciamo con i Paesi dell’Asia centrale – lo sviluppo delle infrastrutture e l’energia e persino l’agricoltura in alcuni di essi – questo per noi è molto importante, e vogliamo svolgere un ruolo di primo piano come Italia nelle relazioni tra Europa ed Eurasia”.

Geraci ha anche detto che guiderà presto una missione economica in Russia. Nel frattempo, sarà a Washington la prossima settimana per i colloqui con il rappresentante commerciale Robert Lighthizer.

Geraci ha sollevato un altro tema controverso per l’UE sulla sua pagina di twitter.com, accompagnato da un video che lo riprende alla cena di lavoro con Putin, dialogando col Presidente russo: “Con il presidente #Putin discutendo sul perché il liberalismo in Occidente possa aver esaurito le sue forze. Mi ha confortato sentire che sembriamo d’accordo sul fatto che l’Occidente non è riuscito a capire la capacità della Cina di trasformarsi in una superpotenza economica e ad alta tecnologia, ora siamo in ritardo di un decennio”.