Il 9 marzo, Helga Zepp-LaRouche, fondatrice dello Schiller Institute, ha scritto una lettera aperta a Papa Leone XIV, esortandolo ad intervenire “in questo momento grave per l’umanità”. Il mondo è ora entrato in una fase in cui “il diritto internazionale è stato dichiarato inesistente, mentre è stato dichiarato che il cosiddetto ‘ordine basato sulle regole’ era una farsa; e il principio della ‘legge del più forte’ è stato elevato a privilegio dei potenti”. Se l’attuale corso degli eventi non verrà modificato, avverte, “potrebbe essere commesso il peccato supremo: l’annientamento della specie umana per il bene di deliri satanici”.

Pertanto, continua la lettera, milioni di persone comuni si chiedono “che cosa si può fare per cambiare il corso della storia, quando molti governi, specialmente in Occidente, sono ovviamente incapaci di adempiere all’obbligo di evitare danni alle persone di cui sono responsabili? Dove sono le istituzioni che possono porre rimedio a questa situazione in così tarda ora?”.

Helga Zepp-LaRouche propone che “nello spirito del Concilio di Firenze e dell’unità della Chiesa perseguita da Niccolò Cusano, portando le delegazioni della Chiesa ortodossa a Firenze e Ferrara”, Papa Leone XIV, il Patriarca Kirill di Mosca e il Patriarca Bartolomeo I di Costantinopoli potrebbero insieme invitare “tutti i leader religiosi del mondo, così come tutte le persone di buona volontà, credenti e non credenti, a farsi avanti in difesa della pace”.

Il 25 ottobre dello scorso anno, all’Angelus, il Pontefice ha evocato il grande filosofo e cardinale Niccolò Cusano e la sua nozione di Coincidentia Oppositorum, come metodo di pensiero necessario per unire le cose nel mondo di oggi. Lo stesso metodo di pensiero era alla base del suo bellissimo dialogo “De Pace Fidei” (La pace nella fede), scritto in risposta alla caduta di Costantinopoli, che elevava il pensiero delle persone del suo tempo al livello più alto possibile, compresa la constatazione che esistono un solo Dio e una sola verità, conoscibile dai credenti di tutte le fedi, a prescindere da riti e pratiche distinti.

“Nel momento in cui c’è il pericolo di una guerra mondiale e alcuni usano il mantello della religione per sostenere un Armageddon imminente, deve levarsi quella stessa voce della ragione e deve essere posto lo stesso interrogativo, come i rappresentanti di 17 nazioni e religioni chiedevano nel De Pace Fidei, che non può essere che le persone si uccidano a vicenda in nome di Dio.

“Le campane di tutte le chiese dovrebbero cominciare a suonare, l’Adhan dovrebbe essere gridato in tutte le moschee, lo Shofar di tutte le sinagoghe dovrebbe essere suonato, in tutto il mondo, in questo momento di estrema urgenza per salvare l’umanità dalla sua tragedia finale.

“Se, come primo passo, le Chiese dell’Occidente e dell’Oriente si unissero e facessero una campagna attiva e quotidiana per la pace nel mondo, ciò potrebbe smuovere la maggioranza delle persone ad esprimere il proprio impegno per la pace e quindi causare un cambiamento nella storia del mondo e realizzare la volontà del Signore, che sicuramente non ha creato il mondo e donato all’umanità la ragione per vederlo distrutto dalla mancanza di questa”.