Celso Amorim, consigliere speciale del presidente brasiliano Lula da Silva, svolge da decenni un ruolo chiave all’interno dei BRICS, sodalizio del quale il Brasile è membro fondatore, nonché nei rapporti del Brasile con la Cina e con altri Paesi del Sud del mondo. In un’intervista rilasciata il 24 luglio a Dennis Small dell’EIR, ha sottolineato che pace e sviluppo sono indivisibili, poiché l’uno presuppone l’altro per essere realizzato. Le guerre in corso in tutto il mondo danneggiano l’economia globale e sottraggono fondi pubblici alla sanità, alle infrastrutture e ad altri investimenti necessari, nonché alla cooperazione allo sviluppo a favore dei paesi più poveri, aumentando al contempo i costi di produzione di carburanti e fertilizzanti. Quanto al crescente pericolo di guerra nucleare, l’ex ministro degli Esteri e della Difesa concorda sul fatto che l’Iran non debba possedere armi nucleari, ma ha sottolineato che questo vale per ogni Paese e che chi ne dispone dovrebbe impegnarsi nel disarmo nucleare.

A livello regionale, ha osservato che il presidente Lula mira a promuovere l’integrazione sudamericana, di cui fa parte il progetto di costruzione di una ferrovia bi-oceanica che colleghi la costa atlantica del Brasile alla costa pacifica del Perù (la Cina, aggiungeremmo, è l’unica grande potenza che ha mostrato interesse a contribuire al progetto).

“Il Brasile è decisamente favorevole alla multipolarità”, ha dichiarato Amorim a Dennis Small. “La multipolarità, però, non va confusa con le sfere d’influenza. Credo che ciò che vogliamo sia l’indipendenza”, buoni rapporti con gli Stati Uniti, ovviamente, “un amico di lunga data del Brasile, nonostante le divergenze che a volte possono sorgere”, e anche “con la Cina, l’India, la Russia e il Sudafrica. A questo proposito, vorrei sottolineare l’importanza dei BRICS [che] cambiano profondamente il modo in cui il mondo affronta le questioni più importanti. Tutti e cinque sono anche membri del G20”.

Su quest’ultimo punto, il diplomatico brasiliano si è detto “molto preoccupato” per il tentativo da parte di alcuni di ignorare il G20 e di accentrare ancora le decisioni importanti nel G7, come una sorta di “governo mondiale”. Come si possano affrontare problemi gravi come il clima o il commercio senza la Cina, si è chiesto.

Quando Dennis Small gli ha chiesto se ritenesse possibile un sistema di cooperazione vantaggioso per tutti nei rapporti internazionali, in contrapposizione all’approccio di “una guerra di tutti contro tutti”, Amorim ha fornito una risposta molto perspicace e stimolante, riferendosi a una discussione avuta in passato, durante la quale gli era stato chiesto come vedesse il futuro. E ha detto: “Sai, se ti trovi in una stanza quasi completamente buia, non puoi concentrarti solo su quello. Se c’è una piccola fessura, o una brecha, una piccola apertura attraverso la quale si intravede un po’ di luce, dovresti concentrarti su quel punto e poi cercare di allargarlo. Non è semplice. Forse è un compito che richiederà generazioni. Ma penso che dobbiamo assumercelo”. “Se non si crede nel futuro, che senso ha la vita? I nostri figli, i nostri nipoti e i nipoti degli altri devono poter vivere bene. È questo che ci tiene in vita, credo, soprattutto per una persona della mia età”. L’intervista completa è disponibile all’indirizzo https://youtu.be/LmOv5-sIGV0.