Intervista all’Ing. Romanello: perché l’Italia deve tornare al nucleare

Il recente annuncio da parte del presidente francese Emmanuel Macron che la Francia avvierà la costruzione di nuove centrali nucleari, svilupperà piccoli reattori modulari (SMR) e investirà in nuovi reattori di quarta generazione, ha polarizzato l’Europa. Il 12 ottobre, Macron ha annunciato un piano di investimenti da 30 miliardi di euro in cinque anni per realizzare “una strategia di innovazione ed industrializzazione”.
Il Presidente francese ha ribadito questo impegno in una dichiarazione televisiva il 9 novembre, dicendo che “per la prima volta dopo decenni, rilanceremo la costruzione di centrali nucleari nel nostro Paese”, pur continuando a sviluppare le energie rinnovabili. Ciò è stato preso come una conferma del fatto che la Francia procederà alla costruzione di almeno sei nuovi reattori EPR (foto) per sostituire quelli alla fine del loro ciclo di vita. Per Emmanuel Macron, questo è necessario per garantire un’energia a prezzi ragionevoli e per rimanere innovativi nelle tecnologie orientate al futuro, in un momento in cui la pandemia di COVID ha mostrato quanto il Paese sia diventato vulnerabile e quanto dipenda dall’estero per le necessità di base.
Per ribaltare questa situazione, ha dichiarato Macron, “il mercato da solo non basta. Abbiamo bisogno di un forte intervento pubblico con investimenti importanti in alcuni settori chiave. Investimenti della nazione e anche dell’Europa”.
Anche in Italia si torna a discutere di nucleare. Pubblichiamo a questo proposito una interessante intervista dell’Ing. Vincenzo Romanello, tratta dal sito www.atomiperlapace.com:


http://www.atomiperlapace.com/Files/Articoli/Intervista_Romanello.html