Il Presidente messicano ricorre a Franklin Roosevelt per un programma di occupazione per i giovani

Un mese dopo l’inizio del suo mandato, il primo dicembre, il Presidente messicano Andrés Manuel López Obrador (AMLO, nella foto col segretario di Stato americano Pompeo) si confronta con il devastante problema sociale della disoccupazione giovanile che priva i giovani del loro futuro. Stando ai dati dell’OCSE, quasi il 22% dei giovani messicani rientra nella categoria cosiddetta “NEET” – nessun posto di lavoro, istruzione o formazione. Sono i giovani che, per mancanza di altre opzioni o di tutele, vengono attirati dagli eserciti del cartello della droga che hanno il controllo su gran parte del Messico. Ma col nuovo governo “tutti i giovani in Messico vedranno garantito il loro diritto al lavoro e allo studio”, ha dichiarato AMLO il 4 gennaio.

A Capodanno AMLO ha annunciato i primi due programmi per realizzare questa garanzia: il governo fornirà 3.600 pesos al mese (circa 160 euro) ai giovani che lavorano come apprendisti in laboratori, fabbriche e imprese. “Lavoreranno in campagna, nelle città: coi loro genitori, coi loro parenti, ma lavorando, acquisendo una formazione e qualificandosi per un posto di lavoro. Tutti i giovani”, ha promesso il Presidente.

L’ispirazione per questi programmi, ha spiegato, viene da Franklin Delano Roosevelt: “Ho avuto questa idea da quando ho letto come il Presidente Franklin Delano Roosevelt portò gli Stati Uniti fuori dalla crisi degli anni Trenta. Che cosa fece in una crisi economica tremenda? Decise di mettere al lavoro tutto il popolo americano. E decise di mettere al lavoro i giovani, pagarli un dollaro al giorno, per ogni giovane. La sua idea era la piena occupazione. Ovvero, un posto di lavoro per tutti. Questa idea mi è rimasta in testa, perché Roosevelt portò gli Stati Uniti fuori dalla crisi e, per me, è stato per questo se non l’ottimo, uno tra i migliori presidenti. Ora faremo qualcosa di simile: tutti i giovani al lavoro”.

Il 2 gennaio López Obrador ha lanciato un appello ai giovani tra i 18 e i 30 anni ad aderire alla Guardia Nazionale che il suo governo sta creando per riportare la pace e la sicurezza pubblica nel Paese, che ha uno dei tassi più alti di omicidi al mondo. Si tratta di un’iniziativa coraggiosa per reclutare giovani nella difesa della loro nazione, invece che nei cartelli della droga. Il programma offre formazione, un posto di lavoro stabile, un salario sicuro e decente, istruzione e sviluppo professionale, un alloggio, cibo, indumenti e attrezzature, vacanze, spese per i trasporti, assicurazione sulla vita e assistenza sanitaria non solo per loro ma anche per i loro genitori e le loro famiglie. E ciò che è più importante, ha detto il Presidente, è che “avrete l’onore di servire la nazione”.