Il 4 luglio il Partito Socialista Progressista Ucraino (PSPU), guidato dalla nota economista Natalia Vitrenko (foto), ha vinto l’appello contro il Ministero della Giustizia, che si era rifiutato di registrare il partito secondo le nuove leggi, così impedendogli di presentare candidati alle elezioni e aggiungendosi agli atti di squadrismo e banditismo condotti contro membri e proprietà del partito stesso.

Un video dell’udienza è stato pubblicato alla pagina https://youtu.be/kYy3FyQvUlY. Lo scorso febbraio l’europarlamentare Marco Zanni aveva presentato un’interrogazione a Federica Mogherini, Alto Rappresentante dell’UE per la politica estera, chiedendo se le azioni contro il PSPU non costituiscano una “grave violazione della libertà di pensiero e di espressione politica”. La Mogherini ha risposto il 24 aprile, dicendosi consapevole del caso e del fatto che l’Ucraina deve attenersi alle regole democratiche, incluse quelle sulla registrazione e sulle attività dei partiti politici. Natalia Vitrenko ha citato questa risposta durante il procedimento giudiziario.

Pubblichiamo di seguito la dichiarazione del PSPU sulla vittoria, dal sito vitrenko.org: “Il 14 luglio la Corte d’Appello del Distretto di Kiev ha preso in esame l’appello del Partito Socialista Progressista contro il tribunale di primo grado che aveva respinto la denuncia del PSPU contro il Ministero della Giustizia ucraino.

“Da quando è andato al potere il regime di Euromaidan, è iniziata una lotta brutale contro l’unico partito extraparlamentare di opposizione, il PSPU. È stata sequestrata la sede del partito. Le forze dell’ordine hanno istigato bande neonaziste contro i leader del partito e contro pacifiche manifestazioni di protesta indette dal PSPU. La polizia e l’SBU [il servizio di sicurezza ucraino] si sono rifiutati di indagare su questi attacchi squadristi.

“Parallelamente, il Ministero della Giustizia ucraino si è rifiutato di riconoscere e registrare le delibere di tre congressi del PSPU, che avevano cambiato il programma e la Carta del PSPU in ottemperanza ai requisiti previsti dalle nuove leggi, e anche la nuova composizione del Comitato Centrale del partito. Il Ministero della Giustizia ha così violato il diritto internazionale e la legge ucraina, con la sua discriminazione politica nei confronti del PSPU.

“Il tribunale amministrativo distrettuale di Kiev, di primo grado, ha preso le parti del Ministero della Giustizia e della sua decisione illegittima del 20 marzo 2018. Il PSPU è ricorso in appello, e ora ha vinto, difendendo i suoi diritti e dimostrando che il Ministero della Giustizia era politicamente motivato”.