Trump alle Nazioni Unite: le istituzioni hanno fallito, dobbiamo rendere tutte le nazioni “great again”

Parlando all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Presidente americano Donald J. Trump ha prima fatto riferimento all’espansione della produzione e dell’occupazione interne nei primi due anni della sua Amministrazione, quindi ha esteso la sua espressione “Make America Great Again” a tutte le nazioni, sottolineando più volte l’importanza cruciale della cultura e dei valori di ciascuna nel processo di diffusione della pace e del benessere economico a livello internazionale. Parlando dell’orrore delle bande di trafficanti di droga e di esseri umani in America Latina, ha affermato: “Infine l’unica soluzione di lungo termine alla crisi migratoria è aiutare i popoli a costruire futuri di più fondata speranza nelle proprie patrie. Rendiamo quelle nazioni “great again””.

Per oltre cinquant’anni Lyndon LaRouche ha identificato la crisi sperimentata dall’umanità nel XX secolo e anche in questo XXI secolo nell’esistenza dei retaggi istituzionali dell’impero, creati e gestiti e sfruttati dall’Impero Britannico e dalle sue istituzioni finanziarie. Tra questi il corrotto OMC/WTO, che insiste nell’imporre politiche di “libero scambio” garanti della permanenza delle ex colonie nella condizione perpetua di nazioni povere e neglette, a cui viene impedita la creazione di proprie industrie e agricoltura moderne. Tra questi le corti imperiali come la Corte Penale Internazionale (CPI/ICC), usata esclusivamente per punire i dirigenti politici africani e di altri nazioni in via di sviluppo che rifiutino di seguire i {diktat} dei loro ex padroni coloniali. Tra questi troviamo anche molti enti e agenzie delle Nazioni Unite stesse, che col pretesto di difendere i “diritti umani” in realtà mirano a giustificare interventi economici o militari contro gli stati sovrani, ammantati della dottrina di Tony Blair della cosiddetta “responsabilità di proteggere”, che echeggia appunto i protettorati coloniali.

Dopo sedici anni di sottomissione a Londra con la mediazione di Bush Jr. e Obama, gli Stati Uniti dispongono finalmente di un Presidente che ha il coraggio di affrontare queste entità sovrannazionali e di insistere sulla possibilità che l’umanità possa far di meglio. Non appena Trump ha dimostrato di aderire con fermezza alla sua idea che gli Stati Uniti debbano mantenere rapporti amichevoli con la Russia rifiutando in toto la frode britannica della “globalizzazione” pensata per sostenere nella sostanza un impero, i britannici e i loro collaboratori negli Stati Uniti si sono adirati, attivando il tentato golpe chiamato “Russiagate”. Che essi siano nel panico è chiaro, così come è palese il ruolo dei britannici nel tentato colpo di stato contro la Presidenza americana, denunciato fin dall’inizio da LaRouche e dall’Executive Intelligence Review. Sono fatti che non possono più essere tenuti nascosti.

Trump si è opposto puntualmente ai trattati di libero scambio, la frode del “riscaldamento globale”, la Corte Penale Internazionale, la mafia dei “diritti umani” e l’imperiale divisione conflittuale tra Ovest ed Est del mondo, tutte espressioni dell’impero e imposizioni della City di Londra e di Wall Street a discapito dei diritti degli stati nazionali sovrani. Difendere invece quei diritti, che sono il frutto della Pace di Westfalia e del Rinascimento europeo, richiede l’estinzione dell’Impero e del pensiero geopolitico che gli procura accoliti.
Il LaRouchePAC ha tenuto una manifestazione all’esterno del Palazzo di Vetro, dando il benvenuto ai delegati di tutto il mondo con la scritta “Benedetti sono i costruttori di pace” associata alle fotografie dei vertici tra Trump e i Presidenti Vladimir Putin, Xi Jinping e Kim Jong-un. Nel suo discorso, Trump ha denunciato l’Iran, sostenendo sia sostenitore del terrorismo e oppressivo del proprio popolo. Occorre ricordare che, nelle medesima circostanza, l’anno scorso attaccò pesantemente Kim Jong-un quale minaccia dell’umanità. Questo è il suo stile. Su Twitter oggi ha riferito che il Presidente iraniano Hassan Rouhani ha rifiutato il suo invito a incontrarsi, ma che “forse un giorno in futuro… Sono sicuro che sia un uomo assolutamente amabile”.

Il Presidente Rouhani, da parte sua, ieri a ribattuto che il dialogo è possibile e necessario, pur denunciando il rifiuto di Trump del JCPOA. Un tale dialogo è necessario se si vuole risolvere la crisi in Medio Oriente, non pezzo per pezzo, ma in modo integrale, includendo la crisi siriana e quella palestinese. Questo approccio sottrarrebbe ai britannici il loro beneamato “focolaio di guerra”, proprio come il processo di pace nella penisola coreana ha fatto svanire gli sforzi per convincere le nazioni asiatiche e le altre a “scegliere da che parte stare”, piuttosto che unirsi nello Spirito della Nuova Via della Seta.

Il LaRouchePAC ha distribuito anche la recente petizione “I leader degli Stati Uniti, della Russia, della Cina e dell’India devono creare una Nuova Bretton Woods!” La petizione parla del rischio di un nuovo crac finanziario nella regione occidentale e il panico crescente in Europa per la ventilata disgregazione dell’Unione Europea.
Trump, d’altra parte, continua a confondere la borsa con l’economia reale, errore che potrebbe ritorcerglisi contro, qualora la bolla finanziaria implodesse prima delle elezioni di metà mandato, un pericolo che i britannici potrebbero decidere di concretare proprio per questa ragione. Potrebbe porvi rimedio se si decidesse ad agire immediatamente e a indire una Nuova Conferenza di Bretton Woods, per adottare le necessarie procedure di riorganizzazione fallimentare del sistema finanziario internazionale, seguendo la linea di Alexander Hamilton, così come fu sviluppata da Lyndon LaRouche nella sua proposta delle “Quattro Leggi” cardinali per la ripresa economica globale.