Alla conferenza internazionale dello Schiller Institute, tenutasi a Bad Soden il 24-25 novembre, col titolo “Esaudire il sogno dell’umanità”, abbiamo discusso dell’incredibile trasformazione del mondo catalizzata dall’iniziativa cinese della Nuova Via della Seta, altrimenti detta “Una Cintura, Una Via” (Belt and Road Initiative, BRI), che sta diffondendo l’ottimismo in Asia, Africa, America Latina, in sempre più Stati europei e, dopo la visita della Cina da parte del Presidente americano Donald Trump, in molti degli Stati Uniti d’America.

L’Iniziativa ‘Una Cintura, Una Via” incarna la prospettiva di superare la povertà e il sottosviluppo tramite investimenti nelle infrastrutture di base, nell’industria e nell’agricoltura, basati sul progresso scientifico e tecnologico. Il governo cinese, responsabile dell’emancipazione dalla povertà di settecento milioni di cinesi negli ultimi trent’anni, ha ora annunciato l’obiettivo di occuparsi dei restanti quarantadue milioni di indigenti e di creare decenti livelli di vita per tutta la popolazione cinese, entro il 2020.

Nell’Unione Europea vivono circa centoventi milioni di persone con un tenore di vita al di sotto del livello di povertà, come questo è definito seguendo i criteri nostrani sul costo della vita. Stando al fatto che l’Europa è ancora una potenza economica, non vi sono ragioni plausibili per la sua incapacità di sollevare questi centoventi milioni dall’indigenza entro il medesimo termine del 2020. Il modo più efficace sarebbe accettare, da parte dell’UE e delle singole nazioni europee, l’offerta cinese di cooperare alla Nuova Via della Seta nel quadro del mutuo sviluppo (strategia “win-win”).

Noi, partecipanti alla conferenza internazionale dello Schiller Institute, chiediamo a tutti i rappresentanti politici eletti di aderire a questo appello ai governi europei. Non dovremmo forse in Europa essere tanto orgogliosi da dire che, se i cinesi possono farlo, lo possiamo fare anche noi?

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Resolution: EUROPE MUST END POVERTY FOR ITS 120 MILLION POOR BY 2020