L’Europa paga il prezzo di decenni di monetarismo neoliberista

La rivolta in Francia contro Macron e la sua politica di austerità si sta trasformando in un processo di sciopero di massa; la Gran Bretagna è dilaniata dallo scontro sulla Brexit mentre si disintegra il governo di Theresa May; in Germania i due principali partiti del dopoguerra sono nel caos ma, ciononostante, decisi a non abbandonare la loro politica disastrosa, come dimostra il recente cambio al vertice della CDU (vedi sotto). In breve, i leader dei tre principali Paesi dell’UE si vedono presentare il conto per il loro fallimento e la loro incapacità di difendere il bene comune.

Come ha sottolineato Helga Zepp-LaRouche in un articolo dell’8 dicembre, v’è un denominatore comune tra i governi di questi tre Paesi: “La loro incapacità di comprendere le ragioni dei cambiamenti politici degli ultimi due anni”. Essi non vedono il lungo arco che va dal voto per la Brexit in Gran Bretagna alla sconfitta di Hillary Clinton negli Stati Uniti, quindi all’elezione di un governo anti-austerità in Italia, fino alle proteste di massa in Francia con i gilet gialli e tendenze simili in altri Stati membri dell’UE. In tutti questi Paesi la popolazione si ribella contro le ingiustizie del sistema neoliberista transatlantico. Quel che hanno in comune i rappresentanti di quel sistema, scrive la signora LaRouche, è la “convinzione quasi isterica di essere i migliori, i più saggi e i più grandi, di non poter mai perdere un’elezione e che quindi Putin debba per forza essere responsabile della loro sconfitta elettorale”, come ha sostenuto la Clinton.

In questo contesto la fondatrice dello Schiller Institute nota che la Commissione Europea ha annunciato a sei mesi dalle elezioni europee che rafforzerà la task force creata nel 2015 per contrastare la presunta disinformazione russa, raddoppiandone il bilancio entro il 2019 e portandolo a cinque milioni di Euro. In coordinamento con Google, Facebook, Twitter e altri social network, che fanno tutti parte dell’apparato di sorveglianza del Deep State negli Stati Uniti, “questa task force dovrebbe facilitare gli scambi sulle presunti fake news e sule interferenze russe nelle campagne elettorali. E non dovrebbe sorprendere il fatto che stiano accusando la Russia di stare al movimento dei gilet gialli”.

Ciononostante, in Europa v’è anche grande consapevolezza della necessità di ristabilire buoni rapporti pacifici con la Russia e di cooperare con la Cina nella Nuova Via della Seta per assicurare la crescita e lo sviluppo. In questa luce è ironico che il governo italiano sia relativamente stabile, rispetto a quelli di Francia, Germania e Gran Bretagna.

V’è una via d’uscita da tutte queste crisi in Europa, che la signora LaRouche ripropone: “Le nazioni sovrane d’Europa dovrebbero collaborare con la Cina, la Russia e l’America di Trump per sviluppare la Nuova Via della Seta a vantaggio di tutti”.