Il capo della Banca d’Inghilterra annuncia l’agenda ecofascista dei banchieri

Anche se oscurato dai media occupati a celebrare la recita rabbiosa di Greta Thunberg, all’assemblea generale dell’ONU è stato svelato anche un complotto dei banchieri centrali per un “cambio di regime nella finanza” globale. Nel proprio intervento, il governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney (foto) ha spiegato come egli e i suoi colleghi intendano sfruttare la paura diffusa sui cambiamenti climatici per imporre una dittatura dei banchieri, nel tentativo di salvare il sistema finanziario in bancarotta.

Prendendo la parola poco dopo Greta, Carney ha lanciato un monito: le banche centrali e gli interessi finanziari privati che esse rappresentano non tollereranno alcuna alternativa agli investimenti eco-fascisti che sposteranno l’industria “dal nero al verde”. Carney ha esordito dicendo: “Stiamo costruendo un nuovo sistema finanziario sostenibile”. La chiave di volta, ha detto, sarà “mettere i rischi e la resilienza sul clima al cuore delle decisioni finanziarie”, aggiungendo che “gli investimenti sostenibili devono diventare la norma”.

Nel corso del vertice dell’ONU Carney e altri relatori hanno sottolineato che per “sostenibile” si intende la progressiva eliminazione delle fonti di energia che alimentano la percentuale più robusta dell’economia odierna, tra cui carbone, petrolio, gas e nucleare, e sostituirle con fonti a zero emissioni di CO2. Nessuno di essi ha spiegato quali saranno i risultati di questa transizione, ovvero passare a una rete energetica globale inefficiente o ridurre la densità del flusso energetico del sistema, che diventerebbe incapace di sostenere i livelli attuali di produzione manifatturiera, dei trasporti, dell’edilizia o della produzione agricola richiesti per sostentare i sette miliardi di persone viventi sul pianeta. Il risultato sarà che i Paesi in via di sviluppo non disporranno di sufficiente energia, aumenterà la mortalità infantile, si ridurrà la durata media della vita e verrà ridotta la popolazione.

Il 22 settembre a New York, alla vigilia del vertice sul clima dell’ONU, gli A.D. di 130 banche globali, i cui attivi di bilancio ammontano a un totale di 47.000 miliardi di dollari, hanno sottoscritto un accordo dal titolo “principii per un sistema bancario responsabile” stilato dalle 30 principali megabanche, in cui si impegnano a fare dell’accordo sul clima di Parigi la propria politica di investimento. L’accordo sottoscritto a Parigi nel 2015 chiede che tre quarti della produzione energetica della filiera del carbone venga eliminata entro il 2030.

L’accordo fa seguito alle dichiarazioni di Carney alla conferenza annuale della Federal Reserve a Jackson Hole il 22 agosto scorso, ove propose di sostituire il dollaro come valuta di riserva con una valute virtuale, elettronica, controllata dalle banche centrali. Specificando che la nuova valuta non verrebbe sostenuta da alcunché di fisico, disse che questa nuova “architettura finanziaria” consentirebbe una sufficiente espansione del credito, aggiungendo che la sua proposta era un’elaborazione di ciò che l’ex governatore della Federal Reserve Ben Bernanke definiva “helicopter money”, ovvero, denaro emesso dalle banche centrali e distribuito a pioggia per “stimolare” l’economia. In realtà la nuova valuta, diretta dalle banche centrali, andrebbe ad alimentare la bolla speculativa e creare nuove bolle, come quella della cosiddetta Green Finance Initiative.

Per imporre questo nuovo regime, Carney ha annunciato che verrà creata una task force esigente l’obbligo di dichiarare che i futuri investimenti andranno solo a progetti a emissioni zero. “Le imprese che adeguano i propri modelli di business alla transizione a un mondo nettamente a zero, verranno premiate. Quelle che non riusciranno ad adattarsi cesseranno di esistere”, ha dichiarato. In altre parole, verrà loro negato il credito, il che renderà impossibile continuarne l’esistenza.