Pubblichiamo quasi integralmente l’editoriale di Helga Zepp-LaRouche, presidente di MoviSol tedesco, sul settimanale tedesco Neue Solidaritaet.

Non è un caso che le reazioni al nuovo governo in Italia siano più isteriche di quelle che ci furono quando fu eletto Trump. Ci sono due possibilità: guerra finanziaria, suggerita da taluni, e quindi la fine dell’Euro e dell’UE, col pericolo che si giunga a sviluppi come quelli negli Anni Venti e Trenta, oppure cogliere questa opportunità, offerta da aspetti positivi del contratto di governo, come la separazione bancaria o una banca per gli investimenti, per una urgente riorganizzazione del sistema finanziario transatlantico.

Con una preoccupante combinazione di arroganza e mancata comprensione dell’economia, politici ed esponenti dei media sono arrivati a dire che all’Italia andrebbe messa una museruola (Claus Kleber a ZDF), che il nuovo governo sarebbe una “missione suicida” (Spiegel), che il programma di governo “porterebbe l’Italia all’insolvenza (Times di Londra), che all’Italia del “dolce far niente” piace farsi finanziare dagli altri, per non parlare delle vere e proprie minacce provenienti da esponenti dell’UE. Dovrebbe far riflette il fatto che ambienti che normalmente si mostrano indignati per la presunta carenza di democrazia in Cina, non esitino a ridicolizzare il voto di uno stato membro dell’UE.

Questi rappresentanti dell’establishment liberista, esattamente come Hillary Clinton, sono incapaci di riflettere sui motivi per cui gli elettori hanno respinto una politica che considerano un assalto contro i propri livelli di vita e il proprio futuro. La rivolta contro questa politica, che fa solo gli interessi delle banche e degli speculatori, è iniziata con la Brexit e proseguita con la vittoria elettorale di Trump, il NO al referendum in Italia, le elezioni in Austria, e ora le elezioni in Italia.

Il motivo per cui hanno vinto due partiti euroscettici è evidente. L’esperienza fatta dall’Italia con la politica di austerità imposta da Bruxelles e Schäuble è stata negativa. Per rispettare i criteri di Maastricht l’economia italiana è andata dalla stagnazione alla recessione, la disoccupazione è arrivata al 20%, quella giovanile al Sud al 60%, 250.000 italiani sono emigrati all’estero nel 2017, più di quelli del dopoguerra, il sistema sanitario ha subito forti tagli. Di fronte all’ondata migratoria l’UE ha piantato in asso l’Italia.

Eppure l’Italia negli ultimi anni ha fatto la prima della classe nel seguire i diktat dell’UE. Grazie all’austerità draconiana imposta dall’UE il reddito medio è sceso al di sotto di quello della Spagna e la produzione ha registrato un calo del 20% rispetto al 2008. Queste misure hanno aggravato il divario tra il nord industrializzato e il sud meno sviluppato.

Il miglior esempio del cambiamento di umore nei confronti dell’UE e dell’Unione monetaria europea è l’economista Paolo Savona, che si è trasformato da fautore dell’Euro a deciso oppositore quando ha osservato le conseguenze che ha avuto sull’economia italiana. Savona, banchiere e ministro in precedenti governi, ha proposto un “Piano B” se la permanenza nell’Euro fosse risultata dannosa per l’economia italiana. Ha definito l’Euro una “prigione tedesca” per l’Italia. In Italia come in Grecia, la questione resta quella delle banche speculative.

E’ significativo che il Presidente incaricato Conte abbia incontrato le vittime del bail-in nell’ambito delle consultazioni per la formazione del nuovo governo. Ha promesso che chi è stato truffato dalle banche toscane e venete verrà risarcito.

I liberisti che si infuriano tanto col governo italiano, dovrebbero essere contenti che un governo importante in Europa faccia proposte concrete su come risolvere la crisi finanziaria in corso. Il prossimo crac potrebbe verificarsi in qualsiasi momento, sgretolando le fondamenta della nostra società. E i partiti che si definiscono “cristiani” in Germania farebbero bene a leggere il documento della Congregazione sulla Dottrina della Fede in Vaticano in cui si afferma che i derivati sono “una bomba ad orologeria” e che l’attuale sistema finanziario è inaccettabile sia dal punto di vista economico sia da quello morale.

Ciò che è necessario è adottare il programma proposto da Lyndon LaRouche con le sue “quattro leggi”, prima di tutto il ripristino della netta separazione bancaria con la legge Glass-Steagall, una banca nazionale per gli investimenti nell’economia reale, un sistema creditizio nazionale e l’aumento della produttività dell’economia con un programma d’urto sulla fusione nucleare e la ricerca spaziale.

Helga Zepp-LaRouche