Le regole che disciplinano le condizioni alle quali gli Stati Uniti ricorrerebbero all’uso di un’arma nucleare vengono riscritte proprio in questo momento, in un documento su cui il Congresso non voterà e che nessun cittadino leggerà mai, come confermato dal Washington Times del 18 agosto. Il documento è concepito per fornire al Presidente “opzioni nucleari razionali” in caso di guerra regionale. Il Dipartimento ha optato per una “revisione della strategia nucleare” anziché per una Nuclear Posture Review proprio perché quest’ultima deve essere resa pubblica.

Questa folle discussione a Washington è stata denunciata negli Stati Uniti dall’ex deputata Marjorie Taylor Greene e da molti altri. Alla luce del conflitto con l’Iran, la tentazione di ricorrere all'”arma definitiva” potrebbe crescere, specialmente se la “guerra economica senza precedenti” ora annunciata si rivelasse infruttuosa quanto la campagna militare delle ultime settimane. Ma la guerra nucleare non deve mai essere un’opzione.

Allo stesso tempo, gli Stati europei della NATO si stanno trovando sempre più profondamente coinvolti nel conflitto contro la Russia, attraverso l’Ucraina. Il presidente russo Putin ha ribadito chiaramente, in un’intervista del 21 agosto con Pavel Zarubin, che l’obiettivo di quei paesi nei recenti attacchi contro siti civili russi è quello di “far crollare” l’economia russa. Di conseguenza, ha affermato, Mosca risponderebbe facendo lo stesso. Quei leader europei vogliono davvero provocare rappresaglie sul proprio territorio?

Di fronte al fallimento della politica occidentale, altri paesi ne stanno traendo le conseguenze e cercano partenariati e cooperazioni più affidabili. Pertanto, l’Alleanza della Mecca, costituita il 7 agosto da Pakistan, Arabia Saudita e Turchia, sta attirando numerosi altri paesi che vorrebbero aderirvi. In tal modo, in determinate circostanze, essa potrebbe trasformarsi in un quadro di sicurezza e sviluppo sostenibile per tutta l’Asia meridionale. Secondo un articolo pubblicato dalla TASS, anche l’Iran potrebbe essere invitato ad aderirvi.

In questo contesto è significativo che la televisione di stato pakistana abbia dato molto risalto alle parole di Helga Zepp-LaRouche (foto a Pakistan TV), ospite del programma Expert Corner, con le quali la presidente dello Schiller Institute ha sostenuto una nuova architettura di sicurezza regionale, affiancata da cooperazione economica e sviluppo. “Il successo della Cina nell’inverdire grandi aree desertiche potrebbe offrire un modello per l’Asia Sud Occidentale. Corridoi di sviluppo regionale e progetti per inverdire il deserto potrebbero gettare le basi per una pace duratura”, riferisce l’emittente sintetizzando il pensiero della signora Zepp-LaRouche, aggiungendo che nonostante la guerra possa sfuggire al controllo, “un futuro luminoso è assolutamente possibile”.

Nel tentativo di ridurre il pericolo di guerra, sta circolando una lettera aperta a Papa Leone XIV, nella quale si propone che il Vaticano suggerisca di organizzare un vertice trilaterale d’emergenza con i presidenti Trump, Xi e Putin. Sosteniamo pienamente tale iniziativa. È interessante notare che il Segretario per i Rapporti con gli Stati del Vaticano, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, ha iniziato il 24 agosto una visita di cinque giorni in Russia, durante la quale incontrerà, tra gli altri, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov e il metropolita Anthony Sevryuk del Patriarcato di Mosca, nonché Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera del presidente Putin.