Per la prima volta da quasi 25 anni, una delegazione di cinque membri della Duma russa ha incontrato a Washington cinque omologhi americani in una visita organizzata dalla deputata repubblicana della Florida Anna Paulina Luna (foto), convinta sostenitrice del dialogo come mezzo per risolvere le divergenze. Dopo la visita, la Luna ha scritto: “In qualità di rappresentanti delle due maggiori superpotenze nucleari del mondo, dobbiamo ai nostri cittadini un dialogo aperto, idee e linee di comunicazione aperte”.
Il resoconto più completo delle discussioni dei parlamentari, iniziate il 26 marzo all’Istituto per la Pace di Washington e proseguite presso la residenza dell’ambasciatore russo Alexander Darchiyev, è stato pubblicato su Telegram da Mikhail Delyagin (https://t.me/delyagin/38887), leader del partito “Russia Giusta” e vicepresidente della Commissione per la politica economica della Duma. Stando al resoconto, i russi hanno sottolineato che le sanzioni statunitensi danneggiano gli Stati Uniti più della Russia, poiché “privano gli Stati Uniti di spazio di sviluppo strategico e lo cedono ai loro concorrenti”. Ha affermato di ritenere che i suoi omologhi americani lo avessero “pienamente compreso”.
Poi, cosa molto importante, ha scritto: “Ho notato la presenza in quasi tutti i conflitti degli ultimi decenni di una ‘terza forza’ discreta ma efficace – gli speculatori finanziari che puntano a creare il caos e che rappresentano una minaccia anche per gli Stati Uniti – e ho sottolineato la necessità di tenere conto di questa forza non solo nella pianificazione politica ma anche in quella militare. Senza neutralizzare questa forza… è difficile aspettarsi il successo dei negoziati o di qualsiasi operazione militare significativa”.
Non sono disponibili ulteriori informazioni su questo punto della discussione, ma si spera che entrambe le parti ne tengano conto. Si noti che Delyagin è autore di opere quali “Una civiltà di cannibali: le radici britanniche di Hitler e Chubais” (2024). Anatoly Chubais è stato l’artefice della “riforma” in Russia negli anni ’90, quando l’economia russa fu smantellata.
La delegazione statunitense era trasversale, composta da un democratico e quattro repubblicani. La delegazione russa, guidata dal presidente della Commissione Affari Esteri, Vyachslav Nikonov, comprendeva membri di quattro diversi partiti. Per consentire loro l’ingresso negli Stati Uniti sono state revocate le sanzioni. Le discussioni hanno riguardato un’ampia gamma di temi, tra cui, ovviamente, la guerra in Ucraina e quella contro l’Iran, oltre a questioni commerciali.
Alla delegazione russa è stata inoltre offerta una visita informale al Congresso, comprese aree solitamente non aperte al pubblico, il che ha scatenato l’ira dei russofobi a Capitol Hill, ancor più dell’incontro in sé.