C’è voluto un suicidio perché si parlasse della legge Glass-Steagall in Italia. Come sanno i nostri soci e lettori, MoviSol ne parla da sei anni. Ricordo che alla conferenza sulla Glass-Steagall a Sanremo, tre anni fa, nel novembre 2012, misi in guardia i presenti dall’alternativa: separazione bancaria subito, divieto di derivati e altri titoli tossici, o furto dei nostri risparmi col prelievo forzoso (vedi http://www.movisol.org/13news198.htm).

La reazione fu la solita: state esagerando, siete pessimisti, l’Italia non è Cipro e nemmeno la Grecia. O addirittura “il bail-in è un atto di democrazia”. Ora vediamo tutti le conseguenze tragiche di questo atto di “democrazia” imposto dall’UE. Per la prima volta in tre anni, si comincia a parlare della Glass-Steagall in una seduta del Parlamento, sui media, alla TV. Ne ha parlato il parlamentare pentastellato Alessandro Di Battista durante il dibattito in aula sulla sfiducia al ministro Boschi:
“Ora Le dico, io non lo so che succederà, qui c’è una maggioranza abusiva e incostituzionale per via di un premio abusivo e incostituzionale della legge elettorale, e dire ‘verrà bocciata, rafforzerà’ a me non mi interessa, il mio dovere di opposizione è portare il caso in aula, insieme ai miei colleghi e dare subito delle soluzioni. Non si risolverà e ci sarà la possibilità di nuovi casi finché non verranno separate le banche commerciali dalle banche di investimento e finché Bankitalia non tornerà una banca controllata dai cittadini, dal pubblico e dalla nazione italiana.”

Ne ha parlato l’ex ministro Fabio Mussi ad Agorà, su Rai Tre, ricordando che l’origine della crisi attuale fu proprio l’abrogazione della legge Glass-Steagall, nel 1999, che diede il via alla bolla speculativa oggi nuovamente sul punto di esplodere e non soltanto in Italia: negli Stati Uniti stanno crollando nuovamente gli hedge fund legati alla speculazione sul petrolio.
Questa volta il crac sarà molto peggiore di quello del 2007-2008, benché ci siano numerosi progetti di legge al Congresso per il ripristino della legge Glass-Steagall, tutti bloccati da Obama per conto di Wall Street).

Ne ha parlato anche Il Manifesto con un articolo di Marco Bersani dal titolo “Una soluzione per la crisi del sistema bancario: Separare gli istituti commerciali da quelli d’investimento”.

Ne ha parlato l’economista del centro destra Fabrizio Pezzani (vedi http://www.opinione.it/economia/2015/12/16/pezzani_economia-16-12.aspx), ricordando che “il vento della finanza sull’economia reale è stato alimentato da decenni di deregolamentazione, preparati dai Nobel degli anni novanta (Markowitz – la finanza innovativa, Lucas – i mercati razionali, Merton e Scholes – i derivati razionali) e dalla Federal Reserve (Fed) che nel 1999 ha contribuito ad abbattere il muro che con fatica Roosevelt aveva eretto per dividere il campo di attività delle banche d’affari dai tradizionali istituti di credito. Alan Greenspan in quell’anno aveva condiviso l’abolizione della ‘Glass-Steagall Act’ pensata da un italoamericano – Ferdinand Pecora, legale della commissione bancaria del Senato Usa al tempo della Grande Depressione – ed adottata dal governo Roosevelt nel 1933 per porre un freno alla speculazione finanziaria che aveva creato la Grande Depressione”.

Che non si tratti, quindi, solo del fallimento di quattro banche, ma di un crac sistemico dalle conseguenze peggiori della crisi che da otto non stiamo risolvendo, con il quale è venuto il turno dei risparmiatori di pagare il conto degli speculatori, è confermato dall’economista e giornalista ticinese Alfonso Tour (vedi http://www.ticinonews.ch/tuor-blog/260664/verso-una-nuova-crisi-del-debito), insieme a me intervistatoda Roberto Ortelli a Che Aria Hangout due settimane fa. Si è detto d’accordo con Lyndon LaRouche, non soltanto sull’urgenza di chiudere Wall Street e ripristinare la legge Glass-Steagall, ma anche sul fatto che la crisi finanziaria in corso alimenti il pericolo di una guerra generale.

Le proposte di LaRouche e di MoviSol sulla separazione bancaria, sul credito produttivo e sui grandi progetti di ricostruzione in Medio Oriente, in Africa e nell’Europa Meridioanle restano quindi l’unica alternativa, non soltanto al furto dei nostri risparmi col bail-in, ma anche alle migrazioni di massa e al pericolo di guerra.

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Il movimento di LaRouche è attualmente mobilitato in tutto il mondo (Stati Uniti, Europa, America Latina, Australia e Asia) per l’immediato ripristino della legge Glass-Steagall: stiamo distribuendo in tutto il mondo questo volantino (vedi http://movisol.org/e-in-corso-il-crac-finanziario-solo-una-svolta-nella-politica-transatlantica-potra-fermare-il-disastro/) e stiamo contattando parlamentari, consiglieri regionali e comunali, associazioni e cittadini affinché si uniscano alla nostra mobilitazione, mettendo fine una volta per tutte a questa bolla speculativa che uccide.

Ora che l’implosione del sistema transatlantico trascina con sé, con crescente violenza, persone e pezzi dell’economia reale, non è più possibile tacere, come hanno tuttavia fatto i molti che, d’improvviso, vantano conoscenza di cause ed effetti.

Contiamo anche sul tuo sostegno, e che vada oltre il semplice “avevate ragione, bravi” che ci sentiamo ripetere in questi giorni.

Editoriale di Liliana Gorini, Presidente di MoviSol

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